Fact checking

Salvini non ha tempo per il film su Cucchi ma per quello sulle foibe sì

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Quando il film sugli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi Sulla mia pelle venne presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il ministro dell’Interno Matteo Salvini disse che sarebbe andato a vederlo volentieri e che avrebbe incontrato anche Ilaria Cucchi. Più di recente quando alla Camera venne organizzata una proiezione del film Salvini fece sapere di essere impegnato e di non avere molto tempo per il cinema. Non tanto quanto ne ha per il suo amato Milan.

E allora le foibe???

Sono passati due mesi dall’invito di Salvini a Ilaria Cucchi ma la sorella di Stefano ha fatto sapere che andrà al Viminale solo quando il leader della Lega chiederà scusa per alcune dichiarazioni fatte su Stefano Cucchi. In questo lasso di tempo non è dato di sapere se Salvini ha trovato il tempo di vedere Sulla mia pelle, in fondo per farlo non serve nemmeno andare al cinema visto che è disponibile in streaming anche su Netflix. Il Capitano però non ha rilasciato commenti o dichiarazioni a riguardo quindi è lecito ritenere che non l’abbia visto. Oppure che se l’ha visto non voglia farlo sapere in giro per non turbare i sonni dei suoi fan.

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Incredibilmente però ieri Salvini ha trovato il tempo di occuparsi di cinema. Lo ha fatto per denunziare il presunto boicottaggio nei confronti di Red Land- Rosso Istria un film che «racconta la tragedia delle FOIBE, il massacro di migliaia di nostri connazionali ad opera dei comunisti jugoslavi durante la Seconda Guerra Mondiale». Il ministro dell’Interno, notoriamente esperto di questioni storiche, invita ad interessarsi alle foibe, una verità che ovviamente è stata nascosta da politici e intellettuali di sinistra (e da chi sennò). Salvini trova anche il tempo di descrivere il sistema usato dai partigiani titini per infoibare i prigionieri. Il film però non risulta essere “boicottato” visto che è presente in numerose sale in tutta la Penisola (certo non ha la distribuzione dei cinepanettoni).

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via Facebook.com

Non entreremo qui nell’analisi storica e storiografica delle vicende jugoslave. Salvini però non fa menzione delle responsabilità italiane che in Istria avevano commesso crimini di eguale se non superiore ferocia. Ci limitiamo a ricordare che il ministro dell’Interno non ha mai, in nessuna occasione, spiegato ai suoi follower cosa è successo a Stefano Cucchi né ha mai invitato nessuno ad andare a vedere il film. Ecco un estratto del verbale di interrogatorio di Francesco Tedesco, uno dei carabinieri sotto processo per la morte di Cucchi: «fu un’azione combinata. Cucchi prima iniziò a perdere l’equilibrio per il calcio di D’Alessandro poi ci fu la violenta spinta di Di Bernardo che gli fece perdere l’equilibrio provocandone una violenta caduta sul bacino. Anche la successiva botta alla testa fu violenta, ricordo di avere sentito il rumore. Spinsi Di Bernardo ma D’Alessandro colpì con un calcio in faccia Cucchi mentre questi era sdraiato a terra. Gli dissi “basta, che cazzo fate, non vi permettete” (…) “colpiva Cucchi con uno schiaffo violento in volto” e l’altro “gli dava un forte calcio con la punta del piede”». Fa piacere che Salvini si occupi di ricucire le ferite causate dall’invasione nazifascista della Jugoslavia. Sarebbe bello se il ministro dell’Interno – che con il suo partito è contrario all’introduzione del reato di tortura – si occupasse anche di quelle che riguardano più da vicino il suo Ministero. Un conto sono i crimini avvenuti in tempo di guerra, un altro quelli perpetrati in tempo di pace.