Opinioni

Salvini e il raddoppio del costo dell’acqua minerale per colpa del governo Conte

Tra poco in Umbria si vota e Matteo Salvini è determinato a sparare le ultime cartucce, ovvero le più grosse: “A proposito di tasse in manovra, solo quella sulla plastica farà aumentare del 10% i prezzi dei prodotti di larghissimo consumo. Significa, per esempio, pagare almeno il doppio l’acqua minerale, mica il caviale! Governo bugiardo: è questo l’aumento selettivo? Quello sull’acqua, la verdura e i biscotti? Vergogna”, dice in una nota come quella di ieri con cui tentò di sciacallare sulla morte di Luca Sacchi.

Di cosa stiamo parlando? La digital tax, la sugar tax e la tassa sugli imballaggi di plastica garantiranno un gettito di 2 miliardi di euro nel 2020 a cui si aggiungono i 3 miliardi che arriveranno dalle misure di contrasto dell’evasione secondo il Mef, che ha spiegato che si tratta di tre nuove tasse che servono a modificare alcuni comportamenti oltre che a produrre gettito. Nel dettaglio, la digital tax (che renderà operativa dal 2020 la norma introdotta dalla legge di bilancio 2019) dovrebbe portare nelle casse dello Stato 708 milioni di euro. La sugar tax sulle bevande e la tassa sulla plastica dovrebbero generare introiti per 1,3 miliardi.

tassa zucchero bevande
La tassa sulle bevande zuccherate in Europa (Corriere della Sera, 22 settembre 2019)

Ma davvero l’acqua minerale costerà il doppio per colpa del governo? L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato che, se come è facilmente ipotizzabile la plastic tax verrà scaricata in larga parte sui prezzi finali dei prodotti con imballaggi in plastica, ogni famiglia dovrà far fronte ad una maggiorazione della spesa di 138,77 euro annui. Attenzione, però, stiamo parlando di tutti gli imballaggi di plastica e non solo dell’acqua minerale. Sì, ma quanta incidenza avrà la plastic tax sul costo dell’acqua minerale? Intanto va segnalato che, la tassa di un euro al chilo della plastica come scrive Il Sole 24 Ore, non è un’imposta esosa; perché è vero che secondo i dati Unionplast il 70% degli imballaggi è «primario», ma una bottiglia, oppure una confezione (i «secondari» valgono il 7% del totale), pesano pochi grammi. Il quotidiano ricorda anche che “sarà esclusa la plastica riciclata, mentre la nuova imposta andrà a colpire il manufatto primario (ad esempio la bottiglia), quello secondario (la plastica o la pellicola che avvolge le bottiglie) nonché quello terziario (il pallet utilizzato prevalentemente dalle industrie per imballaggi di prodotti)”. Il Fatto Alimentare spiega che per l’acqua minerale in bottiglia se scomponiamo il prezzo il 99,99% è collegato al processo produttivo, al trasporto, al materiale impiegato per la bottiglia e alla commercializzazione. La materia prima non incide sui costi.

Il fattore che incide per oltre il 50% sui costi è la plastica della bottiglia e del tappo. Il materiale è sempre lo stesso ma cambia il peso. Con 20 grammi si realizza una bottiglia “morbida” che sfugge di mano quando si versa l’acqua. Per quelle rigide, sagomate e colorate servono almeno 40 grammi e i costi salgono da 7 a 15 centesimi di euro.

Se prendiamo per buono il peso di 40 grammi, al massimo il prezzo aumenta di 4 cent a bottiglia (sempre nell’ipotesi che venga scaricato tutto sul consumatore, che comunque è credibile). Il prezzo di una bottiglia d’acqua minerale non raddoppia.

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Fonte: Corepla

Inoltre come detto visto che la plastica riciclata è esclusa c’è la non remota possibilità che le bottiglie in PET non siano soggette alla plastic tax. Come spiega il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica (COREPLA) con il PET riciclato è possibile produrre il “preforma”. Il preforma è «il semilavorato da cui, tramite il soffiaggio, derivano le bottiglie di plastica. Grazie a particolari lavorazioni che garantiscono la completa igienicità, le preforme possono essere ora realizzate anche in Italia con una quota di PET riciclato». In Italia nel 2018, su un totale di 2,3 milioni di tonnellate di imballaggi in plastica immessi al consumo, circa 320.000 tonnellate erano di bottiglie di acqua minerale in Pet (fonte Corepla). Di queste solo 30.000 tonnellate non sono state recuperate (ossia l’1,3% degli imballaggi di plastica immessi al consumo in Italia).

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