Politica

Lo spettacolo di Salvini che si arrampica sugli specchi a Piazzapulita per il video di TG Leonardo

Matteo Salvini continua a negare l’evidenza e a sostenere l’assurda tesi del coronavirus creato in laboratorio. A Corrado Formigli che gli rinfaccia che è una notizia priva di fondamento il valoroso Capitano frigna tirando fuori la storia che ora diranno che Covid-19 lo ha creato la Lega. Ma quanto è patetico?

«Se qualcuno è tranquillo sapere che in Cina lavoravano in laboratorio a virus polmonari, io non lo sono», Matteo Salvini non molla e continua a strizzare l’occhio a complottisti e teorici del complotto che sono convinti che SARS-CoV-2 sia un virus creato in laboratorio dai cinesi. La Lega ha infatti “scoperto” che nel 2015 un servizio di TGR Leonardo in cui si parlava di un esperimento per creare un virus polmonare a partire dai pipistrelli.

Matteo Salvini è incapace di ammettere ha sbagliato, anche di fronte a fatti e logica

Matteo Salvini (ma anche Giorgia Meloni) hanno subito utilizzato quel servizio – che nulla ha a che vedere con il coronavirus che causa Covid-19 – per diffondere la fake news del virus di origine artificiale e non naturale e puntare il dito contro la Cina e il Governo (che cosa c’entri il nostro governo non è chiaro). Ieri a PiazzaPulita Corrado Formigli ha chiesto al leader dell Lega di spiegare quel post e gli ha rinfacciato che Nature, la fonte di quel servizio, ha smentito che si trattasse dello stesso virus e non il SARS-CoV-2.

Salvini prima si arrocca sulla difesa à la Mario Giordano ricordando di aver pubblicato «un servizio della RAI» per ribadire che lui non ha pubblicato nulla di falso. E che il video sia effettivamente quello di TG Leonardo non lo ha messo in dubbio nessuno. Ciò che invece viene contestato è la lettura data da Salvini, il fatto che si suggerisca ai lettori che c’è una correlazione tra le due cose e che quindi sia possibile che anche SARS-CoV-2 anche se non è lo stesso virus sia nato in laboratorio. Uno studio pubblicato sulla rivista Nature  ha mostrato che il virus che causa Covid-19 ha un’origine naturale. Di conseguenza allo stato attuale delle conoscenze scientifiche non può essere stato creato artificialmente.

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Ma Salvini evita di rispondere, al solito attacca invece che ammettere l’errore insiste sul fatto che nei laboratori cinesi «si creano virus polmonari» e quando Formigli lo incalza l’unica cosa che riesce a dire «era un altro virus polmonare e quindi evviva chis sperimenta i virus polmonari». Non è una smentita, non è ammettere di aver fatto un errore (cosa che ieri in Senato ha chiesto di fare a Conte dicendo che è importante ammettere di aver sbagliato). Anzi: Salvini è stato ben attento a rimarcare che quello dell’esperimento del 2015 era un virus polmonare; una scelta ben precisa per fissare nella memoria degli ascoltatori la somiglianza tra quel virus e il coronavirus che ha causato la pandemia di Covid-19.

La strategia di Salvini: distrarre gli elettori

Che prove ha Salvini a sostegno di quello che dice? Nessuna. Il servizio di TG Leonardo non è assolutamente una prova. Ma Salvini è già oltre, già parte con il piagnisteo dicendo «fra un po’ la colpa del virus sarà mia, della Lega e dei sovranisti». Accuse che nessuno ha mai fatto. Anzi sono i sovranisti che dicono che la colpa del virus è dei cinesi. Chissà quanto ci vorrà perché anche in Italia qualche genio della Lega o di Fratelli d’Italia segua proponga di chiamare Covid-19 il “virus di Wuhan” come insistono a chiedere gli Stati Uniti.

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Quello che la Lega sta facendo invece è continuare a spostare un complesso discorso scientifico su un piano totalmente non scientifico. Ieri pomeriggio ad esempio hanno scoperto l’esistenza di un altro servizio di TG Leonardo (che è semplicemente un contenitore che parla di “cose scientifiche” e non un centro studi) dove si parla – con un  numero impressionante di condizionali, di “forse”, di ipotesi senza prove, di “non sappiamo se è andata così” – della teoria del complotto che circolava a fine gennaio e del famoso laboratorio di Wuhan. Un servizio andato in onda il 17 febbraio quindi prima che venisse dimostrata l’origine naturale di SARS-CoV-2.

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Da Formigli Salvini poi come al solito conclude dicendo che ha altro di meglio cui pensare e che torna «a lavorare con i sindaci». Quasi che non sia stato lui a tirare fuori il discorso del virus creato in laboratorio (e invece è stato proprio lui). Una frase che non significa nulla e che poteva dire qualcosa – forse – quando era ministro dell’Interno.

Massimiliano Romeo e la “sacrosanta” richiesta di chiarimenti per un servizio di cinque anni fa

Salvini sa che pubblicare scemenze non ha nessuna conseguenza, anzi serve a distrarre gli elettori dai problemi veri (perché non si limita a parlare coi sindaci, visto che è così importante per lui?) e che può sempre giocare la carta di quello che viene ingiustamente accusato o censurato. Ad esempio ieri Massimiliano Romeo chiedendo “chiarimenti sul video della RAI” diceva all’Aria che Tira «noi non siamo quelli che credono alle teorie complottiste o chissà visto che giravano già da un po’ di tempo la possibilità che qualcuno abbia messo in circolazione questo virus, questo no». Eppure sono proprio i leghisti che ammiccano ad una certa lettura, così come sostenevano il pericolo – praticamente inesistente – che il virus arrivasse dall’Africa sui barconi dei  migranti.

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Ma Romeo spiega «rispettiamo assolutamente il parere degli scienziati e degli esperti però a noi un po’ il dubbio è venuto più che altro perché il virus si sviluppa in Cina che non è che sia stata trasparente dall’inizio». Il punto qui è che la poca trasparenza cinese è stata sull’entità e la diffusione iniziale dell’epidemia, sostenere che siccome c’è stata poca trasparenza su quel versante allora è possibile sostenere (senza prove) che il virus è stato creato in laboratorio non ha alcuna logica. Riguardo alla diffusione del video Romeo fa un capolavoro quando dice che «poi certi video girano». Quasi come se il social media manager di Salvini ci sia inciampato per caso e inavvertitamente lo abbia pubblicato su Facebook.

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