Economia

Saldo e stralcio: come funziona il nuovo condono

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Il saldo e stralcio infilato in extremis dal governo nella legge di bilancio per diventare il decimo condono presente nella Manovra del Popolo è realtà. Dopo i sospetti di presunto conflitto d’interesse nei confronti dei padri di Di Maio e Di Battista, è arrivato comunque il via libera nei confronti della misura diretta ai contribuenti in difficoltà economica per cancellare i debiti nelle cartelle esattoriali pagando in base alla propria capacità contributiva e sanando così la posizione con il Fisco.

Saldo e stralcio: come funziona il nuovo condono

Il saldo e stralcio vale per le persone fisiche, non per le imprese. Presentando un’apposita domanda entro la scadenza e in presenza di determinati requisiti, si potrà pagare l’importo condonato con rate in 5 anni applicando un interesse del 2%. Tra i requisiti però c’è anche l’ISEE e questo non ha mancato di suscitare perplessità visto che i tetti di reddito Isee stabiliti nel «saldo e stralcio» non sono affatto così bassi per quello che si profila come un vero e proprio condono, anche se la Lega voleva partire addirittura da un tetto di 30mila euro. Un’Isee di 20mila euro, ad esempio, rappresenta una coppia con un figlio che guadagna un reddito netto di 30mila, che dispone di una casa di proprietà con rendita catastale di 500 euro, che ha un conto in banca con 15mila euro di risparmi e ha accumulato, e che infine ha un patrimonio di 25mila investito in titoli pubblici. Insomma, una situazione economica che non si può certo definire critica.

 

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Il saldo e stralcio e l’ISEE (La Stampa, 27 dicembre 2018)

Ma a parte questo, chi può aderire al saldo e stralcio e quanto si paga? La Stampa spiega oggi che possono usufruirne le persone fisiche nei seguenti casi:

– quando il valore Isee riferito al proprio nucleo familiare non supera i 20 mila euro;
– alla data di presentazione della dichiarazione di adesione, risulta già presentata la procedura di liquidazione.

Le fasce per i contribuenti interessate a questo provvedimento sono diverse:

– quelli con Isee fino a 8500 euro devono versare il 16% delle somme dovute, a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione;
– con Isee da 8500,01 a 12.500 euro si versa il 20% delle somme dovute;
– con Isee da 12.500,01 a 20.000 euro va corrisposto il 35% delle somme dovute;
– se la situazione di «grave e comprovata difficoltà economica» è rappresentata dalla già avvenuta apertura della procedura di liquidazione, va versata una quota ulteriormente inferiore, il 10% delle somme dovute a titolo di capitali e interessi per ritardata iscrizione (in tali casi, alla dichiarazione di adesione bisogna allegare copia conforme del decreto di apertura della liquidazione). Oltre alla riduzione degli importi dovuti, chi aderisce al «saldo e stralcio» potrà anche beneficiare dell’azzeramento di sanzioni e interessi di mora.

Quali debiti si possono sanare con il saldo e stralcio

I debiti che possono essere sanati con questa misura sono gli omessi versamenti dovuti in autoliquidazione in base alle dichiarazioni annuali (imposte) e i contributi previdenziali spettanti alle casse professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi Inps. Il periodo entro il quale è possibile usufruire di questa misura è particolarmente ampio. Rientrano infatti nel «saldo e stralcio» i debiti relativi a carichi affidati all’Agente della riscossione dall’uno gennaio 2000 al 31 dicembre 2017.

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Il decimo condono in pillole (Il Sole 24 Ore, 23 dicembre 2018)

Per aderire a questa misura occorre presentare all’agente della riscossione un’apposita dichiarazione entro il 30 aprile 2019. Si può pagare in unica soluzione o a rate: in questo caso si applicano interessi del 2% annuo.

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