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Ritardi dell'Italia nel PNRR? Anche l'Europa, come Draghi, smentisce Giorgia Meloni

neXt quotidiano|

Ritardi PNRR Giorgia Meloni diritto di non abortire

Aveva deciso di non festeggiare e di non parlare dopo la vittoria delle elezioni. Lo aveva fatto, dice, per consentire di procedere in modo ordinato con la transizione tra il governo uscente (quello guidato da Mario Draghi) e quello che sarà guidato da Giorgia Meloni. Poi, però, nel corso dell’Esecutivo nazionale del partito che si è tenuto nei giorni scorsi nella sede di via della Scrofa, è arrivato quell’attacco – già respinto al mittente – nei confronti del governo uscente sui ritardi nel PNRR da parte del nostro Paese. E dopo la secca smentita di Palazzo Chigi è arrivata anche quella dell’Europa.

Ritardi PNRR, Giorgia Meloni smentita anche dall’Europa

Nel corso del suo intervento all’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni aveva esplicitamente messo le mani avanti, sottolineando che il suo governo erediterà una situazione difficile e parlando dei ritardi PNRR:

“Ereditiamo una situazione difficile: i ritardi del PNRR sono evidenti e difficili da recuperare e siamo consapevoli che sarà una mancanza che non dipende da noi ma che a noi verrà attribuita anche da chi l’ha determinata”.

Una narrazione già smentita da Mario Draghi. E ora interviene l’Europa, con una dichiarazione rilasciata da un portavoce:

“Le cose stanno procedendo secondo quanto previsto”.

Poche parole che vanno dritte al punto, come già detto dal Presidente del Consiglio in carica. Poi Giorgia Meloni prova a ritoccare e ammorbidire quelle sue dichiarazioni, sostenendo che lei facesse riferimento alla Nadef che indica come l’Italia spenderà, entro la fine dell’anno, 21 miliardi rispetto ai 29,4 già versati dall’Europa nelle casse dell’Italia in base agli obiettivi scritti e calendarizzati nel piano. Quindi toccherà a lei – che ha sempre chiesto elezioni anticipate contestando qualunque governo si sia alternato nel corso degli anni – completare il tutto e dare il via libera a quei progetti che pesano per 8,4 miliardi. Progetti che non sono fermi per ritardi PNRR, ma perché nel frattempo sono subentrate altre problematiche come l’emergenze energetica.