Politica

Fratelli d'Italia si "mangia" la Lega (anche) in Veneto: il Carroccio superato persino dal PD

@Enzo Boldi|

Risultati Veneto Salvini Ministro dell'Istruzione

Per anni è stato il fortino del Carroccio. I risultati elettorali che arrivano dal Veneto hanno certificato il disamore dei cittadini delle varie città per Matteo Salvini. Consensi dimezzati rispetto al voto del 4 marzo del 2018 e sorpasso, con doppiaggio (abbondante) subìto dagli “alleati” di Fratelli d’Italia. Perché quanto emerso nella Regione (ma anche in Lombardia) è la conferma dell’andamento in costante declino della Lega al Nord. Quei voti, ovviamente, sono rimasti patrimonio del centrodestra, con gli elettori che hanno premiato Giorgia Meloni. E c’è di più: perché il Carroccio non è neanche il secondo partito, superato persino dal PD.

Risultati Veneto, Fratelli d’Italia doppia (e non di poco) la Lega

Perché se la coalizione di centrodestra è stata premiata a livello nazionale (con oltre il 44% dei consensi), la Lega deve fare i conti con un risultato ben al di sotto delle aspettative. Gli exit-poll avevano già fatto suonare il campanello d’allarme, indicando la Lega sotto al 10%. Poi, con il passare del tempo e degli scrutini, la grande diaspora dei voti è stata certificata con un tonfo ancora più roboante: quando mancano poche sezioni da scrutinare, il Carroccio balla attorno al 9%. E il rumore più fragoroso di questa caduta arriva proprio dai risultati Veneto.

Nel giro di quattro anni e mezzo, infatti, il partito guidato da Matteo Salvini è passato dal 32% (abbondante, considerando tutte le circoscrizioni e i collegi) a meno del 15%. Dimezzati, superati e doppiati (con distacco). Perché a fagocitare i consensi del Carroccio è stata Giorgia Meloni: Fratelli d’Italia, infatti, ha conquistato oltre il 33% dei consensi in quella Regione che da sempre è considerata il più grande bacino di voti per la Lega. Quegli stessi cittadini che pochi mesi fa avevano celebrato l’ennesima vittoria di Luca Zaia, dunque, hanno deciso di affidarsi a una rappresentanza non leghista. Con la destra che continua a essere sempre rappresentativa, ma con la preferenza verso altri attori.

(foto IPP/Mario Romano)