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Il ricorso al TAR del Codacons contro il decreto Lorenzin è stato respinto

È stato dichiarato in parte inammissibile e in parte respinto il ricorso al Tar con il quale il Codacons contestava gli atti ministeriali adottati in attuazione del decreto legge definito ‘decreto vaccini’. L’associazione lamentava tra l’altro il superamento della distinzione tra vaccini obbligatori e raccomandati, la definizione della vaccinazione come requisito di accesso per i servizi educativi per l’infanzia e per le scuole dell’infanzia e l’introduzione di sanzioni nel caso di mancata vaccinazione.

carlo rienzi codacons

Per il Tar, è inammissibile l’impugnativa degli atti di proposta del Consiglio dei Ministri nonché gli atti istruttori presupposti al ‘decreto vaccini’, “trattandosi di atti di natura politica, pacificamente sottratti alla giurisdizione del giudice amministrativo”. Cosa diversa per quanto riguarda le contestate circolari attuative (tra le altri, quella sul termine ultimo entro cui presentare la documentazione di avvenuta vaccinazione; quella della trasformazione da facoltative in obbligatorie di alcune vaccinazioni; quella che introduce misure sanzionatorie in caso di mancata vaccinazione) che sono state ritenute prive di consistenza, e quindi respinte. “Faremo appello e dimostreremo al Consiglio di Stato – ha fatto sapere Carlo Rienzi, presidente del Codacons – quanto i profili avanzati siano fondati, anche alla luce delle nuove circolari che impongono nuovi e difficili adempimenti ai genitori di cui il Tar non tiene assolutamente conto nella sua decisione. Per il Tar i cittadini non possono sindacare gli atti che precedono la legge sui vaccini perché sono atti politici, ma così decidendo i giudici non fanno buon uso del principio di precauzione”.

CODACONS VACCINI AIFA VACCINOVIGILANZA

Intanto il Codacons ha presentato nei giorni scorsi una diffida alle Asl di tutta Italia e un esposto a 104 Procure della Repubblica e ha denunciato per violenza privata la Fism (Federazione italiana scuole materne) che “con una circolare inviata alle scuole dell’infanzia ha chiesto di informare la Polizia in caso di mancata presentazione della documentazione sull’adempimento vaccinale da parte dei genitori”. Sul fronte della privacy, sostiene il Codacons, “il Garante ha espresso di recente parere favorevole al modello regolamentare di flussi dei dati Asl-scuole elaborato dal ministero della Salute al fine di escludere dall’istruzione i bimbi non vaccinati, ma tale parere non può in nessun caso violare i principi fondamentali del Codice della Privacy. E’ preciso obbligo delle scuole e delle Asl predisporre misure idonee a proteggere i dati sensibili degli alunni anche attivando corsi di formazione per i dipendenti che accedono al trattamento dei dati, e tutti i direttori generali delle aziende sanitarie che non si atterranno a tali principi dovranno essere indagati per abuso di atti d’ufficio”.

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