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Che nessuno si muova: sono arrivate le richieste dei Gilet Gialli italiani

Due giorni fa abbiamo sorriso leggendo le richieste delle giubbe arancioni dell’ex Generale Antonio Pappalardo che hanno manifestato davanti a Montecitorio. Oggi è il turno di quelle del Coordinamento Nazionale Gilet Gialli Italia, il primo gruppo organizzato a mettere il cappello sulla protesta dei gilet jaunes francesi. Del Coordinamento fanno parte l’ex deputato pentastellato Ivan Della Valle (famoso per il suo coinvolgimento nella rimborsopoli a 5 Stelle) e Giancarlo Nardozzi, Presidente del Goia (Gruppo Organizzato Indipendente Ambulanti).

Il paradosso dei Gilet Gialli italiani che sostengono il governo ma sono pronti alla protesta

Il cinque dicembre a Roma i gilet arancioni pappalardiani hanno chiesto l’abolizione di tutte le accise sui carburanti entro Natale, la sospensione delle scie chimiche e l’introduzione di una nuova  moneta denominata “Nuova Lira”. Lo spin off “ufficiale” del movimento francese guidato da Della Valle e Nardozzi invece in piazza non ci è ancora sceso. Ha dichiarato invece di essere pronto ad organizzare una manifestazione a Bruxelles con tutti i gilet gialli d’Europa. Forse per evitare la figuraccia di trovarsi in quattro gatti davanti alla Camera come successo due giorni fa.

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Di fatto ad oggi il Coordinamento non ha organizzato alcuna manifestazione di protesta. Un po’ perché si sta ancora strutturando internamente (sono stati aperti dei gruppi territoriali regionali che contano ad oggi meno di duecento iscritti in totale) un po’ perché l’intenzione non è quella di protestare contro il governo italiano. Al contrario dei colleghi francesi infatti i Gilet Gialli italiani sono decisamente più filogovernativi. E questo naturalmente è un problema perché si può essere post-ideologici quanto si vuole ma è davvero complicato giustificare manifestazioni come quelle transalpine a favore del governo.

Cosa vogliono i Gilet Gialli di Della Valle

Questo però non significa che i Gilet Gialli vogliano rinunciare ad avanzare le loro richieste. Questo senza aver lottato per nemmeno un minuto in piazza o aver anche solo fatto sapere di essere pronti a farlo qualora le loro domande non ottenessero risposta. Nella migliore tradizione pentastellata ecco quindi che il Coordinamento ha stilato una lista di sedici richieste (da presentare al Governo all’Unione Europea?) che dopo un percorso partecipato si ridurranno a dieci e che saranno portate avanti nei prossimi mesi. Come? Non è dato di saperlo, ma non c’è dubbio che ci sarà un percorso partecipato anche per quello.

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Quali sono le richieste dei Gilet Gialli di Della Valle? In cima spunta la proposta di Italexit vale a dire l’uscita dall’Euro e dall’Unione Europea. C’è poi la richiesta della flat tax con aliquota unica al 15%. Una promessa elettorale della Lega che però è scomparsa dall’orizzonte politico. E ancora: no alla Bolkestein (soprattutto per ambulanti e balneari, ça va sans dire); revoca delle concessioni autostradali e diminuzione dei pedaggi. Al tempo stesso però i soldi dei pedaggi (ridotti) dovranno essere usati per la manutenzione. Seguono ulteriori proposte economiche degno dello Stato Libero di Bananas: divieto di localizzazione, pensioni minime a mille euro al mese, abolizione di tutte le imposte sugli immobili (si abitazioni che ad uso commerciale), diminuzione del costo degli affitti (per legge!).

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C’è anche un ambizioso programma di riforma costituzionale con l’elezione diretta del Capo dello Stato e modifica dell’istituto referendario. Infine una non meglio precisata “riforma sindacale”. Visto il tenore delle richiese si immagina che il pacchetto sarà presentato all’attenzione del governo italiano e non delle istituzioni europee. Ma questo però significa che i Gilet Gialli dovranno protestare contro il governo Conte (che però sostengono). La confusione regna sovrana.

Le più assurde richieste dei Gilet Gialli

Non esistono però solo questi due “gruppi” di Gilet Gialli. Il movimento italiano è variegato e multiforme. In altri gruppi Facebook non collegati al Coordinamento si leggono proposte ancora più fantasiose. Nel gruppo Facebook “Gilet Gialli” c’è ad esempio chi propone di abolire il campionato di calcio perché è “il principale strumento di distrazione degli italiani dai veri problemi, nonché dai piani che i potenti attuano a scapito nostro”.

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Altri propongono invece di “ripudiare il debito pubblico” del nostro Paese proponendo di chiamarlo con un altro nome: QUDEP ovvero quantitativo di danaro emesso per il popolo. I Gilet non devono permettere che in loro presenza si parli di debito pubblico. Sarà anche molto più divertente dire “ce l’abbiamo nel QUDEP”.

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Riuscirà tanta indignazione e tanta fantasia a produrre qualche risultato concreto? Per ora i Gilet Gialli italiani temporeggiano, discutono, propongono, valutano se scendere in piazza, si chiedono se davvero qualcuno è disposto a farsi arrestare per “la causa”. Ma la vera domanda è, perché in Italia i Gilet Gialli dovrebbero esistere? A leggere la maggior parte dei commenti si tratta di persone che hanno votato uno dei due partiti di maggioranza. Come mai non vogliono lasciare che il governo del cambiamento faccia il suo lavoro?