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Renzi vuole la sfiducia a Conte e Gualtieri o Draghi premier

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Annalisa Cuzzocrea su Repubblica racconta oggi che Matteo Renzi ha l’obiettivo di sfrattare Giuseppe Conte da Palazzo Chigi per sostituirlo con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri o con Mario Draghi. Di quest’ultima ipotesi avevamo già discusso qualche tempo fa. E pensa a una mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede:

Una mozione di sfiducia contro il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede già a metà marzo. Due ipotesi in testa: quella di un governo con alla guida il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri o un esecutivo istituzionale presieduto da Mario Draghi. Matteo Renzi si prepara alla battaglia. Ci vorrebbe una magia, per rimettere insieme un vestito ridotto a brandelli. Le parole che l’ex premier rivolge a Giuseppe Conte, dopo che il presidente del Consiglio ha giudicato “ingiustificata” l’assenza delle ministre di Italia Viva dal Consiglio dei ministri di ieri sera, suonano come l’inizio di una crisi di governo. La prova di una frattura che difficilmente si potrà ricomporre per permettere all’esecutivo di durare ancora tre anni. Non così. Non in questa forma.

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Nei ragionamenti svolti nelle riunioni ristrette Renzi evoca solo tre scenari possibili:

Il primo prevede quello che lui definisce un «premier rinsavito» che accetta un nuovo avanzamento sulla prescrizione, un accordo che tenga dentro anche Italia Viva. Ma la decisione di mettere il lodo Conte nel ddl sul processo penale presa ieri dal Consiglio dei ministri dimostra come ormai le cose siano andate troppo oltre perché una ricomposizione di questo tipo sia possibile. E fa dire all’ex premier che, a questo punto, la mozione di sfiducia che i suoi avevano in mente di presentare il 12 aprile, a condizioni invariate, sarà anticipata a metà marzo.

Il secondo scenario vede, davanti alla crisi economica, alla produzione industriale che scende, al rischio della recessione, il formarsi di un nuovo governo con alla guida Roberto Gualtieri. Ipotesi complicata, perché il Pd – che in questo momento rema ostinatamente nella stessa direzione di Conte – dovrebbe spodestarlo per rimanere insieme a Italia Viva e portarsi dietro anche tutti i 5 stelle.

La terza ipotesi è quella che Renzi definisce del caos: con Mario Draghi chiamato a fare il premier di un esecutivo di stampo istituzionale che tenga dentro anche il centrodestra (ancora ieri, davanti alla stampa estera, il leghista Giancarlo Giorgetti lodava l’ex presidente della Bce per quello che ha fatto da Francoforte per evitare una crisi sistemica anche in Italia).

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