Politica

Il referendum sulla TAV fa impazzire il M5S

roberto fico 1

Nel MoVimento 5 Stelle c’è grande serenità intorno all’ipotesi di un referendum sulla TAV. Ne è prova la doppia intervista rilasciata dal presidente della Camera Roberto Fico al Fatto e dal capogruppo al Senato Stefano Patuanelli. Fico infatti dice che il M5S è contrario al referendum, sostiene che ci vogliono cinquecentomila firme per farlo (invece Chiamparino ha proposto un referendum consultivo, come quello che hanno fatto Lombardia e Veneto per l’autonomia: le regole non sono le stesse del referendum abrogativo a cui si riferisce il tizio che hanno messo a fare il presidente della Camera senza conoscere l’abc.

Sabato a Torino sono di nuovo scesi in piazza per il sì al Tav. E la Lega spinge per un referendum.
Bisognerebbe innanzitutto chiarire di che tipo di referendum parliamo. E comunque per la Costituzione per indirne uno servono 500mila firme, e se accadesse non avrei nulla da dire. Piuttosto avrei da dire se il Movimento appoggiasse un referendum sul Tav, questione che non ha mai lontanamente posto. Il M5S è costituzionalmente contrario a quest’opera. Ricordo che la prima riunione nazionale dei meetup venne fatta nel 2005 a Torino, per unirsi alla protesta dei No Tav.

Il sì al referendum sarebbe un grande problema.
In questi 14 anni non è mai stata ventilata una posizione del genere. Il Movimento si era preso la responsabilità di annullare l’opera, in quanto la riteneva un’involuzione e non un progresso dopo aver analizzato di tutto e di più sul Tav.

m5s referendum tav

Sulla Stampa invece Patuanelli dice che il M5S non può che essere favorevole allo svolgimento di un referendum del genere:

Lo scoglio più imponente, quindi, resta quello leghista. Se si arrivasse allo stallo politico, il referendum può essere una via d’uscita?
«Il referendum sulla Tav, nel contratto di governo, non è previsto. Aggiungo, però, che se venisse proposto difficilmente potremmo essere contrari, vista la nostra storia».

E se desse un esito a voi sfavorevole?
«Come va rispettata una piazza, va rispettata anche la volontà popolare che si esprime con un voto».

La situazione è disperata, ma non seria.

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