Economia

Il reddito di cittadinanza e il rischio di sfavorire le famiglie numerose

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Il reddito di cittadinanza, per come è congegnato, raggiungerà buona parte dei poveri del Sud, mentre al Nord lascerà scoperti quasi metà tra quelli che vivono in stato di bisogno. E questa misura funzionerà soprattutto come aiuto di natura sociale, mentre la parte sulla ricerca di lavoro potrà riguardare appena un beneficiario su quattro. Queste le risultanze delle audizioni parlamentari sul reddito di cui parla oggi il Fatto Quotidiano, che accende i riflettori sui numeri dell’INAPP (ex ISFOL) e dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio: l’Upb ricorda che il 5,7% di famiglie del Nord-Ovest versa in condizioni di povertà, ma il reddito di cittadinanza andrà solo al 3,1% della popolazione di quell’area. Nel Meridione,invece, i nuclei indigenti sono il 10,2% del totale e il sussidio arriverà all’8,4% dei residenti.

C’è poi l’appunto sul rischio di sfavorire le famiglie numerose. Rispetto al reddito di inclusione (Rei), il reddito di cittadinanza riduce la cosiddetta scala di equivalenza. Tradotto: il sussidio, che per i single è massimo 780 euro, cresce in modo limitato all’aumentare dei componenti. Questo andrà a favore di chi è solo o è pensionato, mentre svantaggerà le coppie con molti figli, che tra l’altro sono le più bisognose.

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Le stime sugli effetti del reddito di cittadinanza (Il Fatto Quotidiano, 7 febbraio 2019)

Infine c’è il problema del posto di lavoro. Gli enti sostengono che non ci saranno sufficienti offerte di occupazione per i beneficiari. E in effetti, la previsione è abbastanza facile.

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