Politica

La Raggi chiede alla sindaca di Roma chi ha scippato i soldi della Caritas

virginia raggi uomo ragno

L’immagine plastica di Virginia Raggi che si rivolge a Virginia Raggi per chiederle cosa è successo in occasione della decisione sui soldi della Fontana di Trevi (e al Fontanone del Gianicolo e alla Barcaccia di Piazza di Spagna) “scippati” alla Caritas è altamente poetica. La sindaca “chiederà chiarimenti”, ha annunciato l’altroieri cominciando a prospettare un dietrofront rispetto alla decisione di affidare la raccolta delle monetine ad Acea e poi dividerle (una parte verrebbero reimpiegate per il restauro dei monumenti, l’altra per fini sociali bypassando, però, la Caritas). Ma è la sua amministrazione che ha preso la decisione, e c’è di più: il progetto risale all’ottobre 2017 e l’anno scorso, a marzo, c’è stata la stessa identica sceneggiata: proposta di togliere i soldi alla Caritas e successiva marcia indietro dopo le proteste. Oltre alla sindaca e al suo doppio c’è anche il senso del dejà-vù. Mentre per quanto riguarda Virginia, è sempre più evidente che sia una che passava di lì per caso, stava aspettando l’autobus e adesso fa la sindaca.

virginia raggi buche roma

E la sensazione viene confermata dall’altra vicenda di cui si parla in Campidoglio: la difesa dell’avvocatura capitolina nei processi sul manto stradale ammalorato: «Va valutato il concorso colposo, le buche sono ‘cose inerti’». Oggi il Messaggero ci fa sapere che la sindaca è molto arrabbiata con i togati: il responsabile del settore è il legale Andrea Magnanelli e dovrà spiegare perché ha azzardato un paragone così preciso (‘cosa inerte’) tra le buche e l’amministrazione M5S a Roma. No, non è vero: secondo il quotidiano l’avvocato dovrà difendersi dalle accuse di Raggi che ha trovato inopportuna la difesa. L’organo, tra l’altro, risponde direttamente al sindaco. Quindi la Raggi avrebbe potuto evitare tutto questo. L’altra Raggi, mica questa.

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