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La Lega frega il M5S e riapre Radio Radicale

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Parenti serpenti. Passa nelle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera un emendamento del Partito Democratico (a firma Sensi e Giachetti) per ‘salvare’ Radio Radicale con un finanziamento di altri 3 milioni per il 2019. Il testo è stato riformulato, spiegano i dem, su proposta della Lega ma il governo con il viceministro dell’Economia, Laura Castelli, ha dato parere contrario. Hanno votato a favore la Lega e tutti gli altri partiti, mentre il Movimento 5 Stelle ha votato contro. La misura punta a favorire la conversione in digitale e la conservazione degli archivi.

La Lega frega il M5S e riapre Radio Radicale

Ora la situazione si complica per la maggioranza e per il sottosegretario Vito Crimi, che per tanti mesi aveva spiegato che Radio Radicale non avrebbe più avuto il finanziamento pubblico ma avrebbe potuto rivolgersi al mercato per reperire risorse per la sua sopravvivenza. “Le imprese radiofoniche che abbiano svolto attivita’ di informazione di interesse generale ai sensi della legge 7 agosto 1990, n.230, mantengono il diritto all’intero contributo previsto dalle legge 7 agosto 1990, n. 250, e dalla legge 14 agosto, n. 278, anche in presenza di riparto percentuale tra gli aventi diritto”, recita l’emendamento.

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“Al fine di favorire la conversione in digitale e la conservazione degli archivi multimediali delle imprese di cui al comma 1, la presidenza del Consiglio dei ministri corrisponde alle citate imprese un ulteriore contributo di euro 3 mln per l’anno 2019. Il contributo di cui al presente comma non e’ soggetto al riparto percentuale tra gli altri aventi diritto, e può essere riassorbito da una eventuale convenzione appositamente stipulata successivamente alla data di entrata in vigore della presente disposizione”. “Agli oneri derivanti – si legge infine al comma 5 della modifica al dl Crescita – si provvede a valere sul Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione”.

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