Fact checking

Quanto si sta bene senza un governo?

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La domanda che tutti si fanno è: l’Italia avrà un governo? Al momento la risposta sembra essere negativa. Almeno nell’immediato. Perché le urne ci hanno regalato, in maniera non del tutto dissimile da cinque anni fa, una situazione dalla quale non è emersa alcuna maggioranza. L’unica differenza sembra essere per il momento il fatto che il Partito Democratico non ha intenzione di andare al governo con il MoVimento 5 Stelle (qualsiasi cosa significhi).

Ma avere un governo è davvero necessario?

Del resto è giusto che siano il primo partito e la coalizione che ha preso più voti a farsi carico dell’onore e dell’onere di trovare una soluzione. Altre soluzioni finirebbero per farci rivivere l’incubo di una legislatura accompagnata dal coro greco del “governo non eletto dal Popolo”. Non sarà facile, ma “per il bene del Paese” c’è già chi è disposto ad immolarsi e ad andare a governare. Ma è davvero una buona idea? Intendiamoci: l’eventualità che prima o poi venga nominato un Presidente del Consiglio e che si formi un governo è contemplata addirittura dalla nostra Costituzione. Si tratta, verrebbe da dire, di un male necessario per tutte le forze politiche in campo che invece preferirebbero in questo frangente stare all’opposizione e lasciare “gli altri” a sporcarsi le mani.

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Chi ha, oggi, la maggioranza nel Paese (suggerimento: guardare i colori)

Ecco quindi l’atroce dilemma. È meglio governare una situazione che tutti sanno essere ingovernabile o godersi il delicato equilibrio dello status quo? La domanda non è peregrina, soprattutto per il M5S che sogna fantomatici appoggi esterni che non vadano a modificare la lista dei supercompetenti (bastonati alle urne) e che è senza dubbio quello meno avvezzo e propenso a “inciuci” e alleanze. Un governo del resto, c’è già. O meglio: c’è ancora. È l’esecutivo di Paolo Gentiloni che rimarrà in carica per disbrigare gli affari correnti e nulla più. Non potrà varare leggi per ridurre la pressione fiscale, abolire la Legge Fornero, ripristinare l’Articolo 18 o introdurre il reddito di cittadinanza ma in fondo non potrebbe farlo nemmeno un governo votato dall’attuale Parlamento dove non c’è nessuna maggioranza per poter fare tutte queste cose (e lasciamo perdere il fatto che siano quasi antitetiche).

La favola dei paesi europei che sono sopravvissuti senza governo

Non serve invocare la teoria della mano invisibile e sperare invano che il mercato si regoli da sé. Ma c’è da dire che su quel versante un governo nazionale ha poche possibilità di operare in maniera incisiva. Di regole e leggi ce ne sono abbastanza, è sufficiente applicarle e farle applicare. E quello non è compito del Presidente del Consiglio. Semplicemente è possibile per un Paese sopravvivere senza un governo. È già successo anche ai nostri vicini della casa comune europea.

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Quello del Belgio è il caso più famoso visto che il Paese si è trovato “senza governo” per 523 giorni (18 mesi). Qualcuno ha addirittura sostenuto che il Belgio abbia prosperato in assenza di un esecutivo. Non è così. Il Belgio ha attraversato la sua lunga crisi politica tra il 2010 e il 2011 (ma l’instabilità si è protratta sostanzialmente fino al 2014). Non proprio un periodo economicamente felice per l’Eurozona, con conseguente calo dei rendimenti dei titoli di stato che come sappiamo è un indicatore di una situazione di sfiducia dei mercati. Senza contare che – come scriveva Mario Seminerio su Phastidio – “l’economia belga è pesantemente dipendente dal commercio estero; segnatamente dall’economia europea e, ancora più segnatamente, da quella tedesca”.

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Lo stallo alla messicana post elettorale Credits: El Giva

Chi invece è estremamente fiducioso nella capacità taumaturgiche dell’assenza di un esecutivo preferirà senz’altro citare il caso della Germania. I tedeschi sono in attesa della formazione del nuovo governo Merkel (che sarà in coalizione con i socialdemocratici) dal 24 settembre 2017. Non senza provarle tutte, a partire dall’ipotesi di coalizione “Giamaica”. Ma al di là del fatto che poi in Germania un governo è saltato fuori e che non durerà il tempo di “rifare una legge elettorale” come prospettano alcuni qui in Italia davvero vogliamo paragonare la situazione tedesca a quella Italiana? La Germania non ha subito alcun contraccolpo dall’assenza di un governo perché il lavoro era già stato impostato dal precedente.

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C’è poi l‘Olanda, 208 giorni senza un governo, ma eravamo già nel 2017 e in tutta Europa spiravano i venti della ripresa. E per inciso l’incertezza olandese era mitigata dal fatto che se non altro si sapeva che il VVD di Mark Rutte avrebbe avuto il compito di trovare la quadra, garantendo una certa continuità visto che Rutte era il premier uscente (proprio come in Germania).

E allora la Spagna??

Chi volesse cercare un popolo e una nazione più “vicini” culturalmente agli italiani e all’Italia parlerà allora di Spagna. Anche i nostri cugini iberici sono rimasti – tra il 2015 e il 2016 – a lungo senza un governo: ben dieci mesi. La Spagna però, vi diranno, va a gonfie vele con un PIL in vigorosa crescita. Al solito non c’è alcuna correlazione tra l’assenza di un governo e la crescita economica. Non solo perché la ripresa spagnola è iniziata prima della crisi di governo, sostanzialmente grazie alle riforme del mercato del lavoro varate nel 2012 dall’attuale premier Rajoy.

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Chi ha vinto le elezioni in Spagna: i risultati definitivi

La ripresa spagnola, che pure c’è e c’è stata, è dovuta ad altri fattori. Uno su tutti il fatto che si era “seminato bene” e che la congiuntura economica era favorevole. In soldoni, si può anche stare senza governo per un po’ a patto però di non essere sull’orlo di una crisi. Il fatto che ci sia qualcuno oggi che propone una situazione del genere come “la soluzione” ai problemi del Paese è quasi più preoccupante del fatto che le due principali formazioni politiche (M5S e Centrodestra) non abbiano alcuna intenzione di fare quello per cui gli italiani li hanno mandati in Parlamento: governare. Perché uno Stato può anche stare senza governo ma i partiti politici non dovrebbero avere la possibilità di non governare, quando possono farlo.

Foto copertina via Wikipedia.org

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