Politica

Quando Marcello Foa dava una mano a scrivere il programma di Salvini

Il presidente della RAI oggi nei guai per la mail scam che voleva rubare soldi alla RAI due anni fa scriveva – o almeno editava –un canovaccio di programma fiscale per Matteo Salvini

marcello foa

Marcello Foa, allievo di Indro Montanelli, oggi presidente della Rai e dunque garante del pluralismo del servizio pubblico radiotelevisivo, due anni fa scriveva – o almeno editava –un canovaccio di programma fiscale per Matteo Salvini. Lo racconta oggi Il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Alessandro Mantovani, raccontando che il giornalista oggi nei guai per la mail di scam che voleva fregare soldi a viale Mazzini nel 2017 si interfacciava con Armando Siri per la parte del programma sul commercio del Carroccio:

FOA GLI RISPONDE il giorno dopo, 10 novembre 2017, alle 10:29: “Grazie Armando, per me è molto chiaro, però conoscendo Matteo va schematizzato in modo differente”. E glielo riscrive da capo, come farebbe un papà amorevole con i compiti a casa del figliolo, mettendoci dei titoletti secchi: “Oggi i commercianti sono in crisi”. E poi poche righe: “Dal 2008 a oggi hanno chiuso nel settore del commercio quasi 500 mila imprese… ”. Altro titoletto: “Ma danno lavoro a 12 milioni di famiglie”.E ancora: “Troppa burocrazia li ammazza”.

Seguono, nel canovaccio dello speech salviniano, le proposte: “La soluzione: Flat tax al 15%, Rottamazione di tutti i debiti incagliati in Equitalia… Eccetera”. Come dire: “Ora continua tu”. E la chiosa: “Così, secondo me, lui assorbe. Abbracci. M”. Semplice, veloce, schematic oappunto. Come se avesse a che fare con uno che “assorbe”poco, non va costretto a leggere cose lunghe, ché poi si perde, con tutto quello che ha da fare e da pensare. E il povero Siri sentitamente ringrazia: “Ok va aggiunto un lavoro di editing che agevoli l’assorbimento dello schema. Grazie Marcello, terrò presente per le prossime volte. Un abbraccio. Armando”.

marcello foa salvini

Passi per le iniziative de “Il Cantiere”, i convegni dei leghisti in campagna elettorale. “Richie sta di Matteo ieri notte, va aggiunto Marcello Foa ”, segnalava in una mail del 17 giugno Claudio Borghi, oggi presidente della commissione Bilancio della Camera. Passi anche la “presentazione di Foa, relativamente al programma di governo”, inserita nella cartella Dropbox con i materiali condivisi per la campagna. Gli appunti per il capo sono un’altra cosa. Legittimi, certo. Come è legittimo che un giornalista della Rai viva con qualche disagio la presidenza di un intellettuale così organico a un partito politico. E che qualsiasi altro partito coltivi perplessità sull’effettiva garanzia del pluralismo.

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