Economia

Come funziona la procedura per infrazione della Commissione Europea

I passi successivi all’apertura del procedimento contro il governo italiano. E la multa in arrivo

commissione europea

La decisione di bocciare l’Italia è stata data da due commissari Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis: i due hanno spiegato in sintesi che non credono che ulteriori debiti faranno crescere l’economia italiana e che la spesa per gli interessi del nostro debito pubblico, pari a 65 miliardi annui, oggi equivale a quella per l’istruzione. Come dire: cari italiani, se aumentate ancora il debito in futuro dovrete ridurre le spese sociali. Ma cosa succede dopo la bocciatura della Commissione Europea e come funziona la procedura per infrazione di Bruxelles?

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La procedura per infrazione della commissione europea (Il Messaggero, 24 ottobre 2018)

Tecnicamente, spiega oggi un’infografica del Messaggero, l’Italia è il primo Stato che riceve l’invito a modificare il progetto di bilancio. E si appresta a essere il primo Stato, se non ci sarà un accordo con la Commissione Ue sugli obiettivi di bilancio, a entrare in una procedura per deficit eccessivo per non aver rispettato la regola di riduzione del debito.

Il 5 novembre è attesa una dichiarazione politica dell’Eurogruppo sull’Italia. Il 9 la Commissione pubblicherà la stime economiche sulla base delle quali si tirano  le somme sui progetti di bilancio. Entro il 13 il governo invierà il nuovo testo di finanziaria se lo modificherà. In questo caso, la Commissione avrebbe tre settimane per valutarlo. Se non ci saranno modifiche, dal 21 novembre tutti i momenti sarebbero buoni per la Commissione: primo atto un nuovo rapporto sul debito con la constatazione che la regola di riduzione non è stata rispettata nel 2017 (e che il 2018 è a rischio). Poi l’apertura della procedura vera e propria.

Passaggi che devono essere discussi e approvati dai ministri (che però non devono approvare la decisione presa ieri). A quel punto, si stringe la corda del monitoraggio dei conti pubblici, viene indicata una scadenza entro la quale il problema debito deve essere gestito in modo conforme alle regole Ue; se ne verifica il rispetto e in caso di violazione persistente dopo vari passaggi tecnici e politici tra Commissione ed Eurogruppo/Ecofin si può anche arrivare a una sanzione finanziaria pari allo 0,2%del Pil (3,6 miliardi a valori 2018).

Tutta questa procedura di infrazione richiederà però diversi mesi. E in mezzo c’è il voto alle elezioni europee.

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