Economia

Plastic tax e auto aziendali, la retromarcia del governo

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Su Plastic Tax e auto aziendali il governo va in retromarcia.  Il ministro dell’Economia ha intenzione di modificare il testo che introduce l’imposta sul consumo dei manufatti monouso in plastica da un euro a chilogrammo. Il dossier è tra i primi in agenda al Tesoro, tra quel 5 per cento di legge di Bilancio ancora oggetto di disputa e che troverà un punto di caduta in un emendamento governativo: la tassa, forse rinviata, scenderà sotto il livello di 1 euro, fino ad essere dimezzata per alcune qualità, e sarà scalettata in base alla riciclabilità dei vari prodotti. E, spiega oggi Repubblica, lo stesso destino subirà la norma sulle auto aziendali:

Novità anche per le tasse sulle auto aziendali: dopo l’intesa per ammorbidire l’impatto sull’imponibile dei dipendenti con benefit di veicolo (30% auto elettriche o ibride, 60 per le auto standard e 100 per le super inquinanti) il Tesoro pensa a limitare l’aumento dell’imponibile al nuovo parco auto esentando dal rincaro le auto già in uso. Di fatto un forte ridimensionamento.

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Come cambia la tassa sulla plastica (La Repubblica, 6 novembre 2019)

Per la plastic tax va segnalato che dal 2021 scatteranno divieti europei di utilizzo dei prodotti monouso. E va anche considerato che la tassa colpisce anche le importazioni, ma non l’export dei nostri produttori.

Si sta dunque valutando come cambiare l’impostazione e il meccanismo impositivo. La tassa sarà con tutta probabilità portata sotto il livello di 1 euro attuale e sarà introdotta una “scalettatura” che terrà conto di due criteri: il tasso di “riciclabilità” e il contenuto di materiali riciclati all’interno dei prodotti monouso. Dunque più il prodotto sarà riciclabile meno pagherà.

Resta il mistero del perché annunciare un provvedimento che fa gridare alle tasse a tutti e poi rimangiarselo, facendo una figura pessima. Uno dei misteri della gestione politica del governo Conte Bis.

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