La macchina del funky

Pizzarotti e l'incenerimento di Virginia Raggi

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Su Repubblica Bologna di oggi un fondo di Valerio Varesi torna sui rifiuti romani che arriveranno in Emilia, ovvero, molto probabilmente, a Parma dove governa Federico Pizzarotti, il primo a dimostrare che il grillismo senza Grillo non solo è possibile, ma addirittura fa vincere le elezioni. Il pezzo riepiloga le promesse da campagna elettorale di Pizzarotti e la resa del primo cittadino alla realtà, fino a segnalare la sua realpolitik:

Dal famoso comizio “oceanico” a Parma con Grillo dove il leader disse che per avviare l’inceneritore «si doveva passare sul cadavere di Pizzarotti» è passata un’era. E proprio Pizzarotti sulla propria pelle ha dovuto misurare quanto fossero distanti le enunciazioni elettorali e la durezza della realtà amministrativa con quel forno che non poteva essere «smontato e venduto ai cinesi» né tenuto fermo quale monumento allo spreco.
Così è stato Grillo a passare sul cadavere di Pizzarotti confinandolo per mesi in un imbarazzante silenzio o sbeffeggiandolo alla stregua di «capitan Pizza». Va però detto che proprio «capitan Pizza» si è poi preso una eclatante rivincita riuscendo a riconfermarsi quest’anno, dimostrando così che si vince anche senza Grillo, e spingendo tra polemiche la differenziata al traguardo record dell’80%, il doppio di Roma e prima città in Italia nel settore. «Affamare l’inceneritore se non si può smantellarlo», è stato il suo motto.

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Pizzarotti ha anche fatto notare che la Raggi non ha ritenuto di dover telefonare o avvertire lui o i suoi di quanto stava per accadere; la prima cittadina di Roma ha risposto che l’allocazione dei rifiuti dipende dalle Regioni, sorvolando sul fatto che è stata lei a chiedere aiuto a via della Pisana perché non sapeva come risolvere il problema. La cifra stilistica dell’amministrazione Raggi è d’altro canto la propaganda, a cui abbocca un buon numero di fessi che non capisce nemmeno quello che legge; per la risoluzione dei problemi invece bisogna rivolgersi a quelli seri:

Senonché di nuovo il realismo lo ha costretto a ricredersi ancora una volta giacché una quota di rifiuti indifferenziati non la si può riciclare e quindi occorre avere un impianto di incenerimento fino a quando non sarà messa a punto una filiera di prodotti interamente riciclabile.
Poi perché Reggio Emilia, che smaltì i rifiuti di Parma, ora ha chiesto e ottenuto la reversibilità dello scambio. In questo scenario di rifiuti in movimento ciò che latita è forse la coerenza e un onesto realismo. Nella schermaglia dai toni assurdi, va a finire che non si tiene conto della spazzatura la quale, come spesso accade, la si nasconde sotto il tappeto.