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Pietro Troiani: il poliziotto delle molotov fa carriera nella Stradale

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Ferruccio Sansa sul Fatto oggi racconta, dopo i casi Caldarozzi e Lauro, un’altra storia di meritocrazia nella polizia italiana abilmente guidata dal ministro Marco Minniti. Si tratta stavolta di Pietro Troiani, che sarà il dirigente del Centro operativo autostradale di Roma che ha competenza su tutto il Lazio. Come negli altri due casi, il ministero dell’Interno spiega che non si tratta di una promozione:

“Troiani era e resta vicequestore”, fanno sapere fonti del Viminale. “Ma nell’ultimo carosello di promozioni gli viene affidato un incarico apicale da dirigente della Stradale tra i più ambiti d’Italia, anticamera per ulteriori salti in carriera a cui ormai siamo abituati. È un danno all’immagine e all’organizzazione della polizia”, commenta Filippo Bertolami del sindacato Pnfd (polizia nuova forza democratica).

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Di lui i pm scrivevano negli atti di conclusione delle indagini: Troiani “consegnava, per il tramite di un assistente da lui all’uopodiretto, duebottiglie incendiarie del tipo Molotov a colleghi e funzionari di polizia superiori per grado, intenti alle operazioni di perquisizione e in particolare alla ricerca di armi che riconducessero agli occupanti dell’edificio la responsabilità degli scontri avvenuti con le forze dell’ordine nei giorni precedenti e l’appartenenza al gruppo definito Black Bloc”.

Troiani, essendo stato anche affidato ai servizi sociali dopo la sentenza, ha da tempo ripreso servizio, prima degli altri poliziotti condannati per il G8.

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