Economia

Pernigotti, salta il salvataggio annunciato da Di Maio

Il 6 agosto al Mise l’allora ministro Di Maio aveva promesso: «Nessuno perderà il lavoro». Mercoledì l’accordo per lo spezzatino aziendale è saltato

di maio pernigotti cottimo

Il 6 agosto al Mise l’allora ministro Di Maio aveva promesso: «Nessuno perderà il lavoro». Quel giorno venne resa nota la firma dei contratti preliminari tra il gruppo Toskoz, proprietario della storica fabbrica del cioccolato Pernigotti nata nel 1860, e le due aziende che erano rimaste in campo dopo una «selezione» durata mesi tra varie società del settore dolciario in seguito all’accordo sindacale per la chiusura con reindustrializzazione firmata a febbraio. Oggi, fa sapere La Stampa, i compratori si sono tirati indietro:

Mercoledì scorso, di nuovo al Mise, a Roma, era previsto il tavolo per sancire la firma dei contratti definitivi, prevista per il 30 settembre, ma tutto è stato rinviato al 2 ottobre poiché, secondo la Pernigotti, Emendatori ha interrotto la trattative proprio nel finale. La Spes, da parte sua, era pronta ad andare avanti ma ieri sera è arriva l’ennesima doccia fredda per i lavoratori e per una città intera: la Spes ha annunciato che la Pernigotti ha rescisso il contratto preliminare a pochi giorni dal 30 settembre. La coop torinese ha fatto sapere che il gruppo Toksoz ha motivato la sua clamorosa decisione con l’impossibilità di definire il contratto definitivo con Emendatori.

pernigotti

La Spes sarà comunque presente al tavolo del 2 ottobre al Mise «per rispetto dei lavoratori e delle istituzioni». I sindacati sono sorpresi ma solo in parte dalla notizia. «Era nell’aria anche questo colpo di scena – dice Marco Malpassi della Flai Cgil -. Lunedì a Milano avremo un incontro nella sede della Pernigotti e attendiamo il 2 ottobre a Roma per vedere cosa ci diranno». Lo staff di Emendatori starebbe però ancora trattando con Pernigotti: i lavoratori dello stabilimento vogliono credere che resti ancora un ultimo minimo spiraglio di speranza

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