Opinioni

Perché Grillo guarda alla Lega e a Forza Italia per il post voto

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A parlare è stato un fedelissimo come Max Bugani, dietro c’è un ragionamento piuttosto terra terra ma molto efficace sul piano pratico, forse non molto praticabile dal punto di vista politico. «C’è uno spiraglio per un governo M5S, andiamo avanti» sono le scarne parole di Grillo attribuite al leader da tutti i giornali. Ma la svolta è stata cristallizzata dal fedelissimo di Grillo e Casaleggio: «Crediamo che al Senato con la legge attuale si possa lavorare sul programma e vedere a quel punto chi ci sta. Altre forze potrebbero darci un appoggio esterno». L’idea è quella di coinvolgere altri partiti su punti programmatici chiari e condivisibili. Larghe intese, insomma. Il dialogo esiste già, dice Bugani: «nei Comuni diverse volte la Lega o Forza Italia su temi per noi importantissimi sono pienamente d’accordo con noi. Si possono fare tante cose buone anche con altre forze politiche».

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Il post di Crimi e Toninelli in sostegno dell’Italicum

Cosa vuol dire tutto ciò? Grillo e i suoi ragionano sulla base di un assunto apocalittico: nessun accordo sarà raggiunto tra le forze politiche sulla legge elettorale nonostante l’auspicio del premier a fare una proposta condivisa; di certo il M5S non si piegherà a nessuna soluzione diplomatica; per questo fin da oggi tanto vale chiedere di andare a votare con la legge attuale, in passato osteggiata dal M5S, perché è l’unica che ci porterebbe a vincere se fosse trasfigurata nei suoi principi anche per l’elezione di Palazzo Madama.
Ma siccome questo pare troppo da ottenere anche per il M5S, ecco il piano B di Bugani: se si va al voto con l’Italicum alla Camera e con il Mattarellum al Senato al M5S serviranno i voti dell’opposizione per far votare la fiducia al suo eventuale governo. E allora ecco l’offerta a Forza Italia e Lega prima delle urne, che magari potrà essere estesa anche al Partito Democratico dopo: convergenza su punti programmatici, laissez faire et laissez passer sulla fiducia. Non ditelo ai grillini: questo era lo stesso piano di Bersani. E si sa com’è finita.
EDIT: Oggi, sempre sul blog di Grillo, Di Battista “corregge” l’impostazione di Toninelli e Crimi dicendosi disposto ad attendere la sentenza della Corte Costituzionale – che però arriverà a gennaio – e a correggere di conseguenza le leggi. Questo, a lume di logica, allontana invece di avvicinare le urne.
di battista legge

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