Politica

Perché Di Maio ha rinunciato al ruolo di vicepremier (e potrebbe andare al Viminale)

di maio viminale

Perché Luigi Di Maio ha rinunciato al ruolo di vicepremier? Ieri il Capo Politico del MoVimento 5 Stelle si è schierato per il voto su Rousseau sul governo M5S-PD e consensualmente ha annunciato la rinuncia al ruolo di vicepremier con una scusa puerile: ha sostenuto che avendo rinunciato il Partito Democratico, allora per lui non c’erano più necessità di fare il vicepremier. Si tratta evidentemente di una sciocchezza visto che il PD aveva detto da giorni che la soluzione del nessun vicepremier andava bene al partito ma lui non aveva fatto alcun passo indietro fino a ieri. Emanuele Buzzi, sempre piuttosto informato su quello che accade nel Deep M5S, fa sapere che la letterina di Beppe Grillo al Fatto sui punti della Standa è stata decisiva:

Le pressioni pubbliche (e private) di Beppe Grillo pesano nella scelta. Da giorni garante e capo politico sono contrapposti. Grillo scrive apertamente di essere «inca…ato» con il ministro del Lavoro. E critica pesantemente le sue venti richieste per il programma di governo, «i punti raddoppiati come alla Standa».

di maio viminale

E sempre Buzzi fa sapere che a questo punto per Di Maio ci sono due soluzioni: Viminale… o niente.

Ma oltre al presente del Movimento, rimane da decifrare il futuro del capo politico. Al momento è ancora nebuloso. Di Maio ancora spera di poter convincere Conte e gli altri interlocutori della possibilità di poter prendere il posto di Matteo Salvini al Viminale. L’alternativa, al momento, è quella che il leader stia fuori dall’esecutivo (sullo sfondo rimane l’idea di fare il ministro del Sud). Nodi che Di Maio dovrà sciogliere nel giro delle prossime trenta ore. Intanto, anche i big del Movimento si schierano al suo fianco. «Il discorso di Di Maio? La sua lezione di stile ha spiegato bene il concetto, se il Pd voleva la vicepresidenza era giusto che l’avesse anche il M5S», commenta Stefano Buffagni.

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