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Il PD verso l'accordo con Alfano in Sicilia e alle elezioni politiche

matteo renzi angelino alfano

Candidato centrista alla presidenza della Regione siciliana e intesa per le politiche con un’alleanza di coalizione se la legge elettorale dovesse rimanere quella attuale: sono due dei punti chiave dell’accordo su cui stanno lavorando il PD e AP di Angelino Alfano. “Il dialogo è molto avanzato”, dice all’ANSA il sottosegretario e coordinatore di AP in Sicilia, Giuseppe Castiglione. “L’accordo non è ancora chiuso, ma il confronto è positivo”, aggiunge Castiglione.

Il PD verso l’accordo con Alfano in Sicilia e alle elezioni politiche

La dichiarazione di Castiglione va a completare un quadro che sembrava già abbozzato una settimana fa: l’offerta del Pd comprende un doppio accordo, regionale e nazionale, cosa che il Cavaliere ha invece rifiutato. «Siamo disponibili a trovare un’intesa che apra una prospettiva ad ampio raggio», aveva detto nei giorni scorsi Graziano Delrio. Alfano sembrava meno possibilista riguardo un accordo con Renzi: «Abbiamo rotto con Forza Italia, siamo stati accusati di essere traditori, abbiamo tenuto in piedi la legislatura, votato insieme tutte le riforme e siamo stati ripagati con gli insulti di Matteo. Il problema è il rapporto con lui».

piano berlusconi vincere elezioni
Il piano di Berlusconi per vincere le elezioni (La Repubblica, 8 agosto 2017)

L’accordo con Alfano è però ovviamente ostativo al piano di Berlusconi per le elezioni politiche, che prevedeva una federazione di cespugli in una lista civica e nella quale rientrava anche il partito di Angelino. Enrico Costa, ex ministro Ap degli Affari regionali nel governo Gentiloni, mette intanto in guardia Alfano dal ‘rischio implosione’ del suo partito in caso di accordo con il centrosinistra in Sicilia. Se Ap fa l’accordo con il Pd, avverte all’Adnkronos Costa, “implode perché tutto il partito al Nord è orientato ad allearsi con il centrodestra”. In particolare, sottolinea l’ex deputato alfaniano, “Ap governa con il centrodestra. Sarebbe, quindi, incomprensibile una virata verso sinistra in una competizione che comunque rappresenta l’ultimo momento elettorale prima delle politiche”.