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Paolo Giordana: il capo di gabinetto di Chiara Appendino si dimette

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Si è dimesso Paolo Giordana, capo di gabinetto della sindaca Chiara Appendino. “Sono convinto – scrive in una nota – della correttezza del mio operato e lo dimostrerò nelle sedi opportune. Mi preme, più che ogni altra cosa, tutelare la Città di Torino e l’Amministrazione. Per questa ragione ho prontamente rassegnato le dimissioni nelle mani della Sindaca”. Giordana è stato interrogato questa mattina dai pm che conducono l’inchiesta sui conti della città e sul caso REAM-Ex Westinghouse. Oggi erano state pubblicate da Repubblica Torino alcune intercettazioni in cui, al telefono con l’amministratore delegato di GTT Walter Ceresa, chiedeva e otteneva di far togliere alcune multe a un suo amico.

Paolo Giordana: il capo di gabinetto di Appendino si dimette

Oggi Giordana è stata interrogato nell’inchiesta che riguarda i conti del Comune, nella quale sono indagati anche l’assessore Rolando e la sindaca Chiara Appendino. I pm stanno svolgendo accertamenti su un debito di 5 milioni di euro che Palazzo Civico non ha inserito nel bilancio di previsione. La difesa afferma che l’iniziativa rientra nella facoltà dell’amministrazione in base a una normativa in vigore dal 2015. Nell’intercettazione, che è agli atti dell’inchiesta GTT, ed è stata pubblicata oggi da Repubblica Torino, Giordana chiede il favore di toglier una multa a Ceresa:

Giordana: «Senti ma io ti chiamavo per una cosa molto più prosaica: c’è stato un increscioso, come dire, evento. Un mio amico, per carità i controllori sono tanto bravi però sono un po’ troppo, come dire, quadrati. Praticamente un mio amico era sul pullman che stava per timbrare il biglietto e il controllore l’ha fermato dicendogli “no guardi lo doveva timbrare 5 minuti fa, 1 minuto fa, 30 secondi fa. Adesso le devo fare la multa” eh eh eh… come dire, non non è tanto carina come cosa. Ehm… Cosa possiamo fare?».
Ceresa: «Eh, ma lui cosa ha fatto? Ha la multa?»
Giordana: «Ha la multa e il biglietto timbrato anche».
Ceresa: «Si manda. Posso… Me lo puoi mandare? Che faccio io!».
Giordana: «Fai tu?»
Ceresa: «Sì, sì» Giordana: «Cosa faccio? Mi faccio lasciare la multa e te la mando?».
Ceresa: «Si, si. Mandala pure a me».
Giordana: «Guarda, io te la mando via whatsapp. Eh».”
Ceresa: «Ah, ok. Perfetto. Benissimo».
Giordana: «Perché, perché è più comodo. Ce l’ho, ce l’ho sul telefonino e te la mando via whatsapp».
Ceresa: «Va bene. Perfetto».
Giordana: «Grazie, grazie mille».
Ceresa: «Figurati Paolo».
Giordana: «Ciao»
Ceresa: «Ciao».

Il 26 luglio 2017, il giorno dopo, la seconda telefonata tra Giordana e Ceresa. Alle 19. Chiama Ceresa.

Giordana: «Eccomi qui»
Ceresa: «Paolo, tutto a posto, quella cosa che mi hai detto».
Giordana: «Grazie mille».
Ceresa: «Risolto, non c’è nessun problema».
Giordana: «Quindi gli dico di stare tranquillo. Perfetto».
Ceresa: «Si, si, non arriverà la multa».

“Accetto le dimissioni di Paolo Giordana, sono umanamente dispiaciuta per la persona, lo ringrazio di aver messo al primo posto l’interesse della Città”, dice la sindaca Chiara Appendino. La decisione di Giordana – si apprende – è stata decisa dopo che sono stati resi noti i verbali delle telefonate con il presidente di Gtt per chiedere la cancellazione di una multa di un amico su un bus.

Paolo Giordana: il Rasputin di Chiara Appendino

Giordana, che aveva molti nemici anche nella maggioranza M5S che sostiene la sindaca, era stato soprannominato “il Rasputin di Chiara Appendino”; lui aveva ribadito di sentirsi più una centralinista per il suo lavoro di capo di gabinetto. Ex seminarista, entra a Palazzo di Città come staffista dell’ex assessore liberale Paolo Peveraro, al Comune nel 1997 con il Sindaco Valentino Castellani e nel mandato successivo con Sergio Chiamparino. Giordana è stato anche funzionario direttivo nello staff dell’ex assessore al commercio Alessandro Altamura (PD) dal 2006 al 2010. Nel 2011 ha collaborato inoltre alla campagna elettorale di Fassino. Era stato anche vicino ad Alleanza Nazionale.
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Poi era scoppiato il feeling con la consigliera e poi sindaca in quota M5S, che aveva portato alla fine Giordana a diventare il suo capo di gabinetto. Fino alle intercettazioni di oggi che l’hanno portato alle dimissioni. Risulta indagato per falso ideologico in atto pubblico. Giordana, a colloquio con i magistrati, ha spiegato che l’iniziativa è stata regolare, in base a una norma entrata in vigore nel 2015, perché con Ream c’era ancora un “tavolo aperto”, come dimostrerebbero, secondo la sua versione, gli incontri avuti con la società fra il settembre e il novembre del 2016. Ai pm è stata consegnata anche della documentazione.