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Perché Paolo Diop si è arrabbiato con la satira di Prima gli Immigrati

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Paolo Diop è un noto esponente politico di Fratelli d’Italia. Noto non tanto perché è deputato, un senatore o un parlamentare europeo ma perché è di origine senegalese. Quando qualche mese fa Giorgia Meloni ha officiato i riti del patto federativo con La Destra la leader di FdI si fece fotografare non con Storace ma con il negro fascista (la definizione è proprio dello stesso Diop) che dal 2015 ad oggi ha transitato in tutte le formazioni di centrodestra, dalla Lega Nord a CasaPound. La foto è stata pubblicata sulla pagina Facebook ufficiale di Giorgia Meloni.

Perché quella di Prima gli Immigrati è satira

Quella foto, riprodotta anche in copertina di questo articolo (con qualche modifica grafica) ha fatto il giro dell’Internet grazie ai molti patridioti che finalmente potevano uscire allo scoperto e dire che non erano razzisti perché anche loro avevano un candidato africano. Ieri la foto è stata utilizzata anche per un post – ora cancellato – della pagina di umorismo satirico “Prima gli Immigrati“. Nel commento alla foto l’autore del post ha scritto un post in africanese che faceva il verso non tanto a Diop quanto a Giorgia Meloni. La foto è un pretesto per raccontare la storia fittizia di un immigrato a bordo della Sea Watch che riceve la visita della leader di FdI e per l’occasione viene vestito di tutto punto, addirittura con un completo di Armani, un “vestito aligante”.

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L’intento del post è chiaramente satirico, si fa il verso a tutti quei politici che sfruttano le occasioni più disparate per farsi una foto con il protagonista del caso di cronaca. Ovviamente tutti sanno che Giorgia Meloni non è salita a bordo della Sea Watch come invece hanno fatto altri parlamentari. Addirittura su Twitter la Meloni ha chiesto di affondare la nave della Ong tedesca.

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A Diop però il post non è piaciuto e ha annunciato di voler sporgere querela nei confronti non si sa bene di chi, se della pagina o dei suoi commentatori probabilmente per diffamazione. Giocando la carta della vittima (della satira?) Diop chiede addirittura a Laura Boldrini e a Cécile Kyenge di far sentire tutto il loro sdegno come sono solite fare quando da destra si insultano le persone di colore o di origine straniera.

Da dove viene la foto di Paolo Diop

Ma quello che sfugge al nostro eroe è il contesto. Prima gli Immigrati è una pagina di satira e umorismo che fa il verso a tutti coloro che predicano il prima gli italiani e lo fa utilizzando le foto fuori contesto come già fanno altre pagine molto più famose, ad esempio Fotografie Segnanti. L’intento satirico è immediatamente chiaro ai circa seimila follower della pagina che sono in grado di comprendere che il post sta facendo il verso a tutti quelli che scrivono che i migranti che arrivano sui barconi sono tutti ben vestiti, non sono deperiti, hanno vestiti all’ultimo grido con marchi famosi, le cuffiette e lo smartphone di ultima generazione.

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Non sappiamo se Diop sa che quella è satira. Quello che sappiamo è che se davvero vuole fare una denuncia ha due possibilità. La prima è contestare una violazione della privacy lesiva del diritto all’immagine. In questo caso però bisogna ricordargli che in primo luogo la foto è stata pubblicata su una pagina Facebook ufficiale (quella della Meloni) e ritrae due personaggi pubblici. Una è la leader di un importante partito nazionale, l’altro è un politico che (anche se fino ad ora ha avuto scarsi riscontri elettorali) sta cercando di conquistare la scena politica nazionale, magari con una candidatura alle prossime europee. Essendo lui un personaggio pubblico ed essendo la foto già pubblica è quindi possibile utilizzarla. Al limite ci può essere qualche questione relativa al diritto d’autore, ma non essendo Diop il fotografo non può accampare pretese da quel punto di vista.

È diffamazione o satira?

La seconda possibilità è una querela per diffamazione. Come detto il testo del post incriminato è evidentemente satirico. Non solo perché descrive una cosa che non è mai avvenuta (la visita di Giorgia Meloni a bordo della Sea Watch) ma anche perché il contenuto del testo è palesemente assurdo (il vestito prestato, l’immigrato che non capisce cosa sta succedendo ma sorride, etc). Si può eventualmente discutere sul fatto che sia una satira fatta bene o male ma non si può mettere in dubbio che l’intento dell’autore sia quello di fare satira.

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Il post di Giorgia Meloni con Diop da cui è stata presa la foto “incriminata”

I destinatari del post sono i follower della pagina, che si presume sappiano che si tratta di una pagina satirica (non è nemmeno una pagina troll che si spaccia per una pagina sovranista). L’immagine originale invece era stata pubblicata su una pagina in grado di raggiungere un pubblico più ampio (la pagina di Meloni ha oltre un milione di follower) che a sua volta è in grado di riconoscere Diop e Giorgia Meloni e non scambiarli per una signora bionda in compagnia di uno straniero. L’esponente di Fratelli d’Italia quindi può anche provare a denunciare gli autori della pagina per diffamazione ma è assai improbabile che venga riconosciuto l’intento diffamatorio, appunto perché è molto evidente quello satirico.

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Riguardo invece un problema differente, il presunto razzismo del post nei confronti di Diop solo perché “nero e fascista” anche in questo caso il problema posto non rileva. Perché la pagina non fa razzismo sui neri (di destra, di sinistra o altro) ma mette invece in ridicolo le opinioni di chi ritiene appunto che i migranti vivano in hotel a 5 stelle con wifi, piscina, 35 euro al giorno e magari anche buoniste italiche pronte a soddisfarli. Un chiaro esempio di questa forma di ironia antifrastica è ad esempio il brano del trapper Bello FigoNon pago affitto” che appunto prende spunto dai vari “crimini” che secondo i sovranisti gli immigrati e i profughi commettono in Italia con l’aiuto della Boldrini o del PD.

Foto copertina via Facebook.com