Opinioni

Paolo Bernini e il cane da tartufo

Paolo Bernini è un deputato del MoVimento 5 Stelle e animalista, molto popolare in rete per le sue sacrosante battaglie contro i canili ma che spesso ama prendere posizioni complottiste o estremiste. Ieri Bernini ha pubblicato questa foto sulla sua pagina Facebook per dimostrare che gli animali utilizzati nella caccia al tartufo sono oggetto di violenza:
paolo bernini cane da tartufo

I cani utilizzati per la ricerca del tartufo, i Lagotti per la precisione, godono sfortunatamente dello stesso trattamento riservato ai cani utilizzati per la caccia.
Una vita in box angusti, cucciolate a ripetizione, e una triste sorte per i cuccioli incapaci a fiutare l’ambito prodotto. Nella maggior parte dei casi essi, dopo una vita di sfruttamenti e ormai anziani, vengono abbandonati e rimpiazzati da giovani esemplari con fiuto migliore.
Da alcuni giorni circolano sul web le immagini di alcuni Lagotti imbrigliati da una museruola di ferro, e tra i tanti indignati e contrari c’è chi ne giustifica l’uso asserendo che senza di essa i cani rischierebbero l’ingerimento di esche avvelenate.
La soluzione a tutto ció appare dunque chiara. Io l’ho già fatta e tu?

Come spesso gli capita, però, Bernini, che ha preso la fotografia da un blog, ha commesso una “piccola” leggerezza. Sulla sua pagina è intervenuta, infatti, l’autrice del post sul blog – una veterinaria – da cui ha preso la foto dicendo che è coperta da copyright (alla vostra sinistra potete ammirare il watermark messo da Bernini sull’immagine) e spiegando perché l’operazione di Bernini è una strumentalizzazione:
paolo bernini cane da tartufo 1

I lagotti sono felicissimi quando escono per “lavorare”, saltano in auto senza aspettare che finisci di aprire lo sportello, sono gasatissimi, attendono il via alla cerca con un ardore che solo chi li ha conosce.
Ai loro occhi non c’è niente di più bello che fare questo gioco con il proprietario (ok amano allo stesso modo anche nuotare perché sono cani da acqua). A volte si fa fatica a fermarli e dirgli basta, per oggi va bene così, perché loro continuano imperterriti a cercare senza sosta, senza volere più nemmeno i premi.
Si tratta di gratificazione. Si sentono gratificati perché possono dare sfogo ai loro istinti e, diciamolo, cosa c’è di più bello dell’andar per boschi???
Quando il cane trova il tartufo percepisce la gioia del proprietario, condividono un momento speciale, il cane lo guarda intensamente per dirgli: ” Hai visto, hai visto? Ne cerchiamo ancora? Dai cerchiamone ancora!” E si riparte.

paolo bernini cane da tartufo 2

Esiste un lato meno bello del tartufo, fatto di delinquenti assassini che seminano bocconi avvelenati per uccidere i cani. A volte si tratta di persone ignoranti che non vogliono vedere gente sul loro pezzo di terreno, altre di vere e proprie faide tra gente che non merita di essere chiamata col nome tartufaio. C’è del brutto, come in tanti campi.
Chi tiene al proprio cane e non vuole vederlo morire tra atroci sofferenze lo abitua ad indossare una semplice museruola. È fatta appositamente per loro da un artigiano, lascia libero il naso del cane e si può sganciare facilmente per poterlo premiare dopo il ritrovamento ma non permette di prendere e mangiare bocconi avvelenati.
Non si usa per addestrare il cane a non mangiare il tartufo perché per le specie più pregiate ( ovvero quelle in cui più spesso avvelenano i cani) non arriva nemmeno a sfiorarlo con le zampe (è estremamente delicato e si rompe con facilità). Il cane scava e segnala il tartufo, il conduttore lo ferma con un comando e prosegue lo scavo con delicatezza per non rovinarlo, il cane aspetta, se serve riprende a scavare e una volta tirato fuori si fa festa! Premi e complimenti.
La museruola è fatta per essere di minor intralcio possibile al cane, ma non ha nulla di diverso come principio base dalle normali museruole in commercio che sono obbligatorie in luoghi pubblici ecc. Ha un solo difetto: il cane sembra Hannibal Lecter! Siccome lui però non si guarda allo specchio non gli importa e lavora lo stesso.

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