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Coronavirus: i nuovi divieti verso il blocco totale

Dalla chiusura dei bar e dei punti di ristoro degli impianti di carburante all’interno delle città allo stop alla vendita di Gratta e vinci e altre lotterie dai tabaccai. Anche i trasporti regionali e interregionali sotto tiro, in particolare i treni

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Ci sono nuovi divieti in arrivo per l’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19. All’annuncio di oggi del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla prosecuzione del blocco totale anche oltre le date del 25 marzo e 3 aprile, scadenze programmate dei decreti, fanno da controcanto lo stop allo sport all’aperto, i nuovi orari per alimentari e supermercati e una stretta generalizzata sui treni. Per ora.

Coronavirus: i nuovi divieti verso il blocco totale

Secondo Repubblica si tratta di attendere ancora un giorno, al massimo due e poi il governo varerà un’ulteriore stretta sulle misure di distanziamento sociale per fermare la crescita dei contagi. Ieri in leggera frenata, ma con 8300 cittadini fermati e multati – e il numero dei denunciati che supera quello dei contagiati – la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese è pronta a intervenire:

«Sono giorni cruciali per contenere la diffusione dell’epidemia: tanti gli sforzi messi in campo ma ora, ancora di più, ognuno di noi, nessuno escluso, deve impegnarsi perché questa emergenza sanitaria possa essere superata», dice a Repubblica la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese che lancia un appello: «Che ognuno di noi diventi controllore di sé stesso. Anche al fine di evitare eventuali ulteriori restrizioni. Questo significa che ognuno di noi deve saper utilizzare consapevolmente quegli spazi di movimento che ora sono consentiti, evitando però stili di vita superficiali e disinvolti che mettono a rischio anche la salute dei propri cari e quelli dell’intera cittadinanza. Dalle nostre scelte individuali dipende il bene di tutti».

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Coronavirus, i numeri del 18 marzo (Corriere della Sera, 19 marzo 2020)

Sul tavolo c’è innanzitutto se non la totale abolizione del permesso di attività motorie all’aperto (a cui non si vorrebbe giungere per non esasperare la cittadinanza), certamente una forte limitazione a corsette al parco e a passeggiate. Che non lasci troppo spazio a libere interpretazioni.

Ma anche probabilmente la chiusura, o la limitazione alla sola mattinata, dei supermercati la domenica. Andare a fare la spesa nel weekend rischia di trasformarsi in un appuntamento per troppa gente e c’è anche la necessità di garantire il dovuto riposo ai lavoratori del settore particolarmente esposti. Sono queste le due principali misure che il governo potrebbe decidere di adottare con un nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, certamente prima del 25 marzo, scadenza al momento fissata per la chiusura dei negozi e delle attività produttive. Di certo non sarà ancora il tempo di varare un alleggerimento delle misure. La ministra dell’Interno rinnova dunque il suo appello: «Voglio richiamare il senso di responsabilità di tutti i cittadini. Restate in casa, uscite soltanto se c’è una stretta necessità di farlo».

Le nuove limitazioni per bar, benzinai, tabaccai e trasporti

Dall’analisi dei dati sul milione e oltre di controlli potrebbero venir fuori piccole ulteriori limitazioni: dalla chiusura dei bar e dei punti di ristoro degli impianti di carburante all’interno delle città allo stop alla vendita di Gratta e vinci e altre lotterie dai tabaccai.

C’è poi un altro nodo spinoso sul quale il ministero dell’Interno non intende lasciarsi cogliere impreparato, ed è quello dei centri di accoglienza per migranti nei quali sono ospitate 86.000 persone di difficile gestione in questo momento di emergenza. Anche perché, dopo lo smantellamento con i decreti sicurezza del sistema di ospitalità diffuso, la maggior parte dei centri è di grandi numeri (anche 100-200 persone) ed è pressocché impossibile garantire misure di distanziamento sociale. Il personale dei centri, per altro, lamenta la totale assenza di protocolli e di kit sanitari. Proprio per evitare che eventuali contagi possano rendere queste strutture bombe epidemiologiche, il Viminale sta studiando un piano di alleggerimento dei centri individuando, con i prefetti, altre strutture dai piccoli numeri in cui poter trasferire parte dei migranti.

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Coronavirus: le nuove restrizioni allo studio del governo (Corriere della Sera, 19 marzo 2020)

E non finisce certamente qui. Ci sono anche gli spostamenti via treno sotto tiro, come racconta il Corriere della Sera: sono state già limitate le tratte dell’Alta Velocità e gli Intercity (l’elenco dei treni confermati si trova sui siti delle Ferrovie e anche su Corriere.it). Per collegare la Sicilia alla Calabria sono previste soltanto quattro corse al giorno nello stretto di Messina. Possono imbarcarsi soltanto viaggiatori a piedi, in auto o moto, mentre è vietato ai pullman. Resta consentito invece il trasporto delle merci. Discorso analogo per i collegamenti con la Sardegna. Dopo aver chiuso i collegamenti aerei si è deciso che anche i voli privati o noleggiati possano decollare solo per motivi fondati lavoro e salute e autorizzati dal presidente della Regione.

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