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“Il blocco totale andrà avanti”: l’annuncio di Giuseppe Conte

Il blocco totale prosegue e le restrizioni dell’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 continueranno anche dopo che i contagi avranno raggiunto il picco. Il premier annuncia anche investimenti pubblici e una golden share per tutelare le aziende strategiche dai ribassi di Borsa

giuseppe conte roberto speranza coronavirus

Il blocco totale prosegue e le restrizioni dell’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 continueranno anche dopo che i contagi avranno raggiunto il picco. Giuseppe Conte lo dice oggi in un’intervista al Corriere della Sera nella quale annuncia anche investimenti pubblici e una golden share per tutelare le aziende strategiche dai ribassi di Borsa.

Coronavirus: Giuseppe Conte annuncia che il blocco totale andrà avanti

Conte prima spiega che attende il picco di COVID-19 e, da lì, il calo dei casi ma annuncia anche che questo non basterà per togliere le restrizioni: «Abbiamo evitato il collasso del sistema, le misure restrittive stanno funzionando, ed è ovvio che quando raggiungeremo il picco e il contagio comincerà a decrescere, almeno in percentuale, speriamo fra qualche giorno, non potremo tornare subito alla vita di prima. Al momento non è ragionevole dire di più, ma è chiaro che i provvedimenti che abbiamo preso, sia quello che ha chiuso molto delle attività aziendali e individuali del Paese, sia quello che riguarda la scuola, non potranno che essere prorogati alla scadenza». Poi annuncia che ci sono buone probabilità che le restrizioni vengano aumentate, come aveva già detto ieri il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora: «Bisogna usare il buonsenso e agire tutti con la massima consapevolezza, le sanzioni penali per chi trasgredisce ci sono e verranno applicate in modo severo e sono d’accordo con quei sindaci che hanno chiuso anche le ville e i parchi: una cosa è fare attività sportiva, un’altra è trasformare i luoghi pubblici in punti di assembramento, cosa inammissibile. Al momento non sono previste altre misure restrittive di largo respiro, ma se non saranno rispettati i divieti dovremo agire».

coronavirus numeri italia
Coronavirus, i numeri del 18 marzo (Corriere della Sera, 19 marzo 2020)

Il presidente del Consiglio promette anche un altro decreto entro due settimane in cui si utilizzerà la leva della politica economica interna attraverso gli investimenti, che sono da sempre il tallone d’Achille della crescita italiana.  E anticipa: «Ci stiamo lavorando giorno e notte nonostantel ’emergenza, sarà un’opera di sblocco di investimenti pubblici mai vista prima, per alcune decine di miliardi di euro, basti pensare a quello che hanno al momento bloccato due stazioni appaltanti come Anas e Rfi, non so dire al momento se saranno 50 o 70 o 100 miliardi di euro, ma di sicuro sarà il più grande provvedimento degli ultimi decenni in termini di semplificazione delle procedure e degli investimenti, una cosa che nessuno ha mai realizzato prima e di cui l’Italia ha un bisogno quasi disperato,oggi più che mai per immaginare almeno una ripresa robusta dopo la crisi da coronavirus, e per trasformare questa crisi in una virtù. Sarà la migliore reazione possibile che potremo dare ai mercati, un’accelerazione mai vista prima negli investimenti pubblici, un provvedimento molto forte su cui spero ci sarà la larga convergenza di tutte le forze politiche». Insomma, ci si aspetta l’appoggio anche di quelle forze politiche come la Lega che fino a ieri facevano girare improbabili banner con paragoni sbagliati tra i soldi che mette la Germania e i soldi che mette l’Italia nella crisi. Tanti auguri al premier, ne ha bisogno.

I numeri del Coronavirus in Italia il 19 marzo

Ieri i casi totali in Italia sono arrivati a 35.713, con 28.710 malati conclamati. Aumentano però anche i guariti, circa 4 mila, con un incremento di mille solo ieri. Undato che la Protezione civile ha definito confortante. Per questo, annuncia oggi il Fatto Quotidiano, le misure restrittive devono proseguire.

I conti aumentano anche nelle regioni da bollino rosso, come Emilia-Romagna e Veneto ma sempre in modo decisamente minore rispetto alla Lombardia dove il bollino ormai è passato da rosso a nero. Qui i contagi a ieri erano 17.713, circa 1.400 più di martedì. Mentre a fronte di 7.285 ospedalizzati che crescono di 332 unità, le terapie intensive restano in crisi con 924 letti occupati da pazienti Covid, 45 arrivati solo ieri. I morti, dopo l’incremento record di 319, sono arrivati a 1.959. Dall’inizio dell’emergenza a oggi, secondo i dati calcolati dall’unità di crisi della Regione Lombardia, i decessi nelle terapie intensive sono stati circa 260. Il che significa che gli altri 1.759 sono avvenuti nei reparti normali o nelle Rsa o addirittura in casa.

coronavirus numeri italia 1

La zona di Bergamo resta la più colpita. Ieri è arrivata a 4.305, mentre Brescia ha registrato l’incremento più alto con 484 casi e cifra totale di 3.785. Preoccupa e non poco Milano e provincia. Qui ieri i casi in più sono stati 313 con cifra totale 2.884. Numeri decisamente rischiosi come già spiegato dal professor Massimo Galli dell’ospedale Sacco. Uno sfondamento in città, infatti, sarebbe un disastro. Restano critiche poi alcune situazioni all’interno delle Rsa. Tra queste una struttura vicino al Comune di Medaglia dove si sono già registrati i decessi di diversi pazienti e secondo una ricostruzione il contagio sarebbe partito addirittura prima di Codogno.

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