Opinioni

È colpa dei novax se in Italia è necessario l’obbligo vaccinale

La medicina è una delle materie scientifiche che, soprattutto negli ultimi due secoli, hanno dato un contributo straordinario al miglioramento della nostra vita. Nel maggio 1796 il medico britannico Edward Jenner inoculò in un ragazzo di 8 anni quello che a tutti gli effetti fu il primo vaccino della medicina moderna; il giovane paziente sviluppò l’immunità al vaiolo umano. Gli studi scientifici di Jenner, posero le basi per l’immunologia moderna che si sviluppò nei secoli XIX e XX; ed oggi, grazie al progresso della ricerca, abbiamo a disposizione numerosi vaccini: vaiolo, poliomielite, morbillo, epatite B, meningite, varicella, parotite, rosolia ecc. I vaccini sono una scoperta la cui importanza è paragonabile, per l’impatto sulla salute umana, alle forniture di acqua potabile. Nonostante questo, alcuni genitori si preoccupano di eventuali effetti collaterali gravi dovuti alle vaccinazioni. Sulla base di migliaia di studi scientifici basati su ricerca medica ed epidemiologia, ogni potenziale rischio di gravi e frequenti contrindicazioni della vaccinazione sono state smentite.

 

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Ma sembra che il progresso medico scientifico sia un dis-valore per l’attuale governo populo-sovranista, in quanto, più o meno apertamente, sostengono posizioni contrarie alle vaccinazioni, in netta contrapposizione con la comunità scientifica ed anche con le politiche sanitarie in tema di malattie infettive di altre nazioni del mondo. È clamorosa la notizia che in questi giorni diverse fonti riportano, circa il rischio di epidemia di morbillo a Bari, causata dalla ignoranza e l’incompetenza dei tanti tuttologi italiani: sono stati registrati 8 casi di morbillo, scatenati da una bambina di 10 anni, figlia di genitori anti-vaccinisti. Tra questi casi, è particolarmente critico quello che ha riguardato un bimbo di 11 mesi, ricoverato nello stesso reparto per otite e ora alle prese con una malattia molto grave come il morbillo. La responsabilità di questi fatti surreali va attribuita a quanti predicano la pericolosità delle vaccinazioni, senza alcun riscontro o valenza di carattere scientifico, ma anche alla complcità delle forze di governo e dei propri elettori. A tal proposito, ricordiamo nei mesi scorsi il vicepresidente del Senato ed esponente del M5S Paola Taverna, che durante un suo intervento in Aula definì i vaccini “similabili(!!!) a quelli dove si fanno i marchi pe’e bestie!”. Questo dopo che nel mese di febbraio scorso, parlando con alcuni simpatizzanti ed attivisti pentastellati, la stessa Taverna parlò dei “morbillo party” come metodo di prevenzione “Quando ero piccola facevamo la processione a casa de mi cugino, perché così la zia se sgrugnava tutti i nipoti, così tutti c’avevano la patologia e se l’erano levata dalle palle”. I social media poi sono un megafono di tali posizioni, sia da parte dei rappresentati delle forze politiche di governo che dei cosiddetti influencer, attraverso messaggi ambigui che tentano di sminuire la pericolosità delle malattie infettive, come è avvenuto, probabilmente per coincidenza, in questi giorni dopo l’episodio di Bari.

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Purtroppo, le malattie e i decessi da esse causati, non sono argomenti da trattare con leggerezza; e nel caso del morbillo, le statistiche sono chiare: un bambino su 2000 muore di morbillo, meno di uno su un milione muore per controindicazioni per il vaccino del morbillo. Anche un somaro capirebbe l’importanza delle vaccinazioni. Le posizioni anti-scienza, come anche le scie chimiche e l’attacco climatico, e come anche fantasiose teorie di finanza pubblica e politica economia, sono ormai predominanti nella cultura populista italiana, e stanno praticamente cancellando il progresso e la scienza. Un clima culturale che è motore di un processo deteriore volto a rimpiazzare il progresso con il regresso, contribuendo ad una opera di distruzione sistematica che sta portando il paese verso una nuova era di miseria ed isolamento. Queste posizioni anti scientifiche trovano da anni terreno fertile in una popolazione che, secondo l’annuale classifica di IPSOS Mori, nota azienda inglese di analisi e ricerche di mercato, “Perils of Perception” ( “Pericoli della Percezione”), è la più ignorante d’Europa , e la 12ma al mondo, in termini di percezione della realtà che la circonda, indipendentemente dal grado di istruzione.

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Sia ben chiaro, che il problema reale non è l’obbligo vaccinale o meno, ma il mettere in discussione l’efficacia dei vaccini sulla base del nulla, fino a etichettarli pericolosi per la salute. In quei paesi dove l’obbligo non esiste, come in Svizzera, a spingere davvero i cittadini a usare i vaccini sono la fiducia nella sanità e il senso di responsabilità verso la comunità alla quale si appartiene. La popolazione segue senza alcuna discussione le prescrizioni in materia di vaccinazioni per la sicurezza dell’intera popolazione. Questo grazie alla qualità di informazione che viene fatta sia dagli organi di governo preposti e sia da tutti i media. Non si tratta di obbedienza, come qualche influencer/esponente populo-sovranista italiano sostiene, bensì di coscienza e di conoscenza.

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