Opinioni

Non è un paese per vecchi

Avevo sempre pensato che il nostro non fosse un paese per giovani (soprattutto laureati). Costretti sempre di più ad emigrare per ottenere un lavoro all’altezza delle loro competenze.
Mi sto rendendo conto che non è neanche un paese per vecchi. Da qualche mese ho le cateratte ad entrambi gli occhi. Vedo tutto offuscato. La prima cosa che ho scoperto sulla mia pelle è che le segnaletiche non sono friendly. Non riesco a leggere i cartelloni alla stazione e all’aeroporto (devo chiedere a qualcuno di leggerle per me). Gradini e ostacoli non sono sufficientemente segnalati: due mesi fa stavo per rompermi le ginocchia inciampando su uno spartitraffico non opportunamente segnalato. Sul tram non trovo quasi mai qualcuno che mi faccia sedere anche se ne avrei un dannato bisogno.

vecchietta bufala

Ma anche il lavoro non è friendly. Non riesco a vedere quello che gli studenti scrivono sulle lavagne. Lavorare sul compuer è un inferno: le immagini offuscate mi fanno rapidamente venire mal di testa. Tutto è pensato per persone normali. Un handicap visivo non è preso per nulla in considerazione. Non è facile neanche essere operati. Il medico che ho consultato mi ha detto che c’è una lunga fila d’attesa. L’operazione ambulatoriale poi non si fa con il laser (troppo costoso per la Sanità Pubblica), ma si basa sull’abilità manuale del chirurgo che, certamente, per quanto abile sia non raggiungerà mai la perfezione del laser e qualche errorino può sempre farlo, ma la vista perfetta ad un anziano a cosa potrà mai servire? Però, se si cacciano 5mila euro sull’unghia, si è operati senza fare lista d’attesa, viene utilizzato il laser, vengono utilizzati i cristallini dell’ultima generazione più performanti di quelli un po’ datati usati in ospedale…Insomma il nostro paese, non è né per vecchi, né per handicappati e né per poveri. I politici non capiscono che sono proprio queste cose a far montare la protesta populista? Si paga, per tutta la vita, il 10% del nostro stipendio alla sanità pubblica, per avere in cambio cosa? Non si capisce che con uan società che sta sempre più invecchiando sarà sempre più necessario chiedere agli anziani di ritardare il momento della pensione e continuare a contribuire allo sviluppo del paese? E come si fa a chiedere questo sacrificio se i “vecchi” non vengono in qualche modo fatti sentire ancora parte attiva della società ma hanno la netta sensazione di essere considerati inutili e troppo costosi? Certo aiutare i vecchi non fa “bucare” lo schermo. Molto meglio fare atti di carità che danno maggiori ritorni immediati in ambito di visibilità sui mass media. Però se si fa sì, che una intera popolazione che sta sempre più invecchiando, si stia sempre più che alla classe politica/religiosa interessa solo apparire e non fare, non ci si può poi lamentare se vota compatta partiti populisti e sovranisti e non vota quelli che l’élite vorrebbe.

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Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri è professore di matematica all’Università degli Studi di Firenze Oltre ad essere un professore universitario di Matematica che vede con sgomento l'università italiana andare sempre più alla deriva, sono anche un valutatore di progetti scientifici ed industriali (sia a livello italiano che europeo). Vedere nuove idee, vedere imprese che nascono, vedere giovani imprenditori che per realizzare le proprie idee combattono fatiche di Sisifo contro il sistema paleo-burocratico e sclerotizzato, è un' esperienza tipo Blade Runner: " Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser".