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Municipio VIII, stavolta Paolo Pace si dimette davvero (pare, sembra, forse)

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«Ho protocollato le mie dimissioni per il bene del MoVimento 5 Stelle»: l’ignobile farsa dell’VIII Municipio si chiude oggi con un comunicato ufficiale del presidente Paolo Pace, che annuncia di essersi dimesso. Dopo che nelle scorse settimane le dimissioni erano state annunciate più volte e poi smentite, oggi il minisindaco ha capitolato prendendosela con la sua ex maggioranza: «Era impossibile continuare in queste condizioni, con una maggioranza che si comportava costantemente da opposizione, controllando e criticando ogni atto della giunta prima ancora che venisse prodotto, effettuando veri e propri blitz negli uffici amministrativi e producendo così una indebita e inaccettabile ingerenza che ha provocato le reazioni dei dipendenti, che ringrazio per l’impegno profuso in questi mesi, e dei sindacati».

Municipio VIII, Paolo Pace si dimette (finalmente)

Pace ha comunque ancora venti giorni di tempo per ripensarci. Lunedì scorso aveva annunciato di voler rimanere in sella «continuando a lavorare per la collettività come sempre». Tre giorni dopo è arrivato il cambio di idea: “A nulla sono serviti i continui tentativi di mediazione effettuati dal sottoscritto. Neppure le dimissioni rassegnate dal vicepresidente sono state utili a dirimere i conflitti interni e ricomporre il gruppo. Proprio a seguito di tutte le azioni intentate per la soluzione del problema purtroppo senza esiti positivi, ho deciso di rassegnare le mie dimissioni da presidente, già nei giorni scorsi annunciate. L’ala dissidente evidentemente non ha capito il significato più profondo del nostro MoVimento, fallendo la sfida di governo e non capendo quell’esigenza di archiviare movimentismo (come forza di opposizione). Davanti alla continua delegittimazione del sottoscritto e dei miei assessori, davanti alla impossibilità di ricomporre un rapporto umano e politico con l’ala dissidente, davanti ai continui tentativi di sabotare l’azione di cambiamento che stiamo portando avanti in Municipio, ho deciso come suddetto di protocollare le mia dimissioni affinché il caos provocato dai dissidenti in Municipio VIII non contagi anche le altre amministrazioni”.
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Centrale nella vicenda che ha portato oggi alle dimissioni di Pace è la questione degli ex Mercati Generali all’Ostiense, dove molti dei consiglieri dell’VIII chiedevano a Pace di ritornare sul progetto della Lamaro nel frattempo approvato in Conferenza dei Servizi. Tra i momenti di crisi da ricordare anche le dimissioni dell’assessora Giuliani e l’inciampo sulle pietre d’inciampo, quando il presidente dimenticò di aprire la lettera che gli segnalava la cerimonia per la pietra d’inciampo di Gunter Demnig in memoria di Alberto Di Segni.

L’accordo (saltato) sulle dimissioni

La settimana scorsa durante una riunione tra gli eletti in comune e gli eletti in municipio si era raggiunto un accordo sulle dimissioni di Pace ma i comunali volevano anche avere le dimissioni dei consiglieri municipali. Una richiesta respinta, che aveva fatto anche tornare sui loro passi alcuni dei consiglieri prima ostili a Pace. Come Massimiliano Morosini, che sulla sua pagina Facebook pubblicava uno status dal quale traspariva la possibilità di una risoluzione positiva della minicrisi: «Sono convinto che l’esperienza M5S in VIII Municipio debba continuare. Abbiamo ancora più di quattro anni per raggiungere i risultati fissati con il nostro programma, tramite l’acquisizione di esperienza e la costruzione una più fitta rete di relazioni con la cittadinanza. Nelle sale del Campidoglio abbiamo avuto molti incontri “diplomatici” alle fine dei quali siamo riusciti a stipulare un accordo. Il rispetto dei termini concordati è la base della ripartenza affinché si possa realmente cambiare lo stato di cose presente».

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I commenti sotto lo status di Morosini su Facebook

Anche se alcuni, proprio sotto lo status, gli davano del “cacasotto” e lo accusavano di essere attaccato alla poltrona. E molti degli attivisti dell’VIII continuavano a promuovere un voto per la proposta di ritiro del simbolo al presidente sul Meetup VIII. Che oggi ha protocollato le sue dimissioni. Ma potrebbe ancora ripensarci.

Municipio VIII, cosa succede dopo le dimissioni di Pace

Come stabilisce lo statuto di Roma capitale, al comma 20 dell’articolo 27 “Ordinamento dei Municipi”, le dimissioni del presidente “diventano irrevocabili trascorso il termine di venti giorni dalla loro presentazione al Consiglio del municipio”. Successivamente, come stabilisce il comma 28B, il sindaco Raggi dovrà provvedere a sciogliere il consiglio municipale con un’ordinanza. Il comma 29 prevede che “nel periodo che intercorre dallo scioglimento del Consiglio… le funzioni del Consiglio e della Giunta del municipio sono esercitate dalla Giunta Capitolina, mentre le funzioni del Presidente del municipio sono esercitate dal Sindaco”. Per quanto riguarda le nuove elezioni, come prevede il comma 30, “in caso di scioglimento anticipato del Consiglio del municipio, il Sindaco ne dà comunicazione al Prefetto il quale, con proprio atto, indice, nei termini di legge, le nuove elezioni. Il Consiglio del municipio rieletto dura in carica sino al rinnovo dell’Assemblea Capitolina”.

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