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Il MoVimento 5 Stelle si schiera in difesa di papere e germani degli ex Mercati Generali

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L’area degli ex Mercati Generali di Roma, nel quartiere Ostiense, attende da dieci anni la realizzazione di un progetto di riqualificazione. Progetto che prevede la creazione di attività commerciali e che è destinato a far nascere sulla via Ostiense la “Città dei Giovani” con piazze, alloggi per studenti, spazi per la cultura con biblioteca e mediateca. Questo sulla carta perché allo stato attuale gli ex Mercati Generali sono oggi quello che sono stati negli ultimi anni: un buco nel cuore della città. Ora che però i Cinque Stelle hanno nelle mani la possibilità di imprimere una svolta decisiva l’assessore all’urbanistica Paolo Berdini e la maggioranza M5S al Campidoglio preferiscono tutelare l’ecosistema che si è creato nell’area abbandonata, con particolare attenzione ai paperi germani che vi nidificano.

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L’area degli ex Mercati Generali nel quartiere Ostiense [fonte: Google.com]

La storia del cantiere fantasma degli ex Mercati Generali

L’idea di riqualificare gli ex Mercati Generali nasce nel 2005, quando il sindaco era Walter Veltroni, e l’iter del progetto è iniziato nel 2009 con la prima approvazione definitiva. In prima battuta i lavori avrebbero dovuto iniziare nel 2005 ed essere ultimati nel 2008. Nel 2010 Alemanno darà un altro “via libera” a cui segue una nuova scansione temporale dei lavori: avvio nel 2011 e conclusione nel 2014. Successivamente sono state approvate due varianti, una nel 2012 e l’ultima nel marzo del 2015. A causa della lentezza e delle lungaggini burocratiche e soprattutto delle numerose modifiche al progetto iniziale l’architetto olandese Rem Koolhaas ritira la sua firma. Con la caduta della giunta Marino il progetto (che aveva ottenuto l’approvazione in giunta con la delibera 66 del 2015) subisce una nuova battuta d’arresto e il Commissario Tronca nell’aprile 2016 preferisce rinviare alla nuova amministrazione la firma definitiva. La palla passa quindi nelle mani di Paolo Berdini che firmando l’ultima delibera darebbe il via definitivo ai lavori. Ma la maggioranza pentastellata non è d’accordo con il progetto e già nel novembre scorso Berdini aveva manifestato l’intenzione di modificare nuovamente il progetto con l’ampliamento delle zone destinate a diventare aree verdi. In Commissione Trasparenza è stato nel frattempo ascoltato Andrea Borghi, responsabile unico del procedimento per il Campidoglio, che ha spiegato che l’importo totale dell’opera di riqualificazione dei Mercati Generali è di 233 milioni, tutti a carico del concessionario: “alcune opere pubbliche erano previste sin dall’inizio e sono anche state in parte realizzate. Il progetto prevede anche la realizzazione di una biblioteca e di una sala convegni. Il Comune ha già incassato sette milioni di euro pagati dal concessionario e riceverà un canone annuo di 165mila euro”. Il concessionario è la società Sco, “Sviluppo centro Ostiense” costituito dalle società “Silvano Toti”, “Lamaro appalti” (che è la società edile della Silvano Toti), “Gsi” e Veneto banca. La Toti è la società che ha avuto in concessione per sessant’anni tutta l’area degli ex Mercati (82mila metri quadrati di superficie totale) e che dovrebbe occuparsi delle opere di costruzione. Dopo le elezioni amministrative del giugno 2016 le cose si bloccano nuovamente e questa volta la responsabilità è nelle mani dei Cinque Stelle (così come prima lo era stata delle giunte Veltroni, Alemanno e Marino). Il Municipio VIII – per voce del Presidente Paolo Pace – fa pervenire la richiesta di realizzazione di nuove opere integrative. Borghi ha fatto sapere che è prevista una riqualificazione del verde sulla sponda del Tevere e nell’area circostante dove verranno piantati 1240 alberi. Il concessionario inoltre si è reso disponibile alla realizzazione di un ponte pedonale che doveva essere finanziato dall’amministrazione ma che poi è stato tolto dal progetto.

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Un render del progetto sugli ex Mercati Generali

Papaveri e papere nel cratere dei Mercati Generali

Ma la presidente della commissione Urbanistica dell’ottavo municipio, Chiara Pascolini, ha dichiarato in commissione: “Noi come maggioranza non siamo molto d’accordo intanto per la questione del verde che non c’è e si prevede fuori dall’area. Poi non ci sono punti di incontro per i cittadini. Su un’area grande come dieci campi di calcio ci mettiamo solo del cemento e il verde verticale, ma chi stiamo prendendo in giro? C’è troppo cemento, il municipio chiede un tavolo di concertazione con cittadini, comune e costruttore e più alberi, anche perché si è creato un micro habitat dove vivono uccelli vari come papere e germani reali“. L’Assessore Berdini con una lettera ha fatto sapere che un altro dei problemi principali è rappresentato dalla carenza di parcheggi per l’accesso al centro commerciale. I costruttori hanno replicato – in una risposta che è già stata recapitata a Berdini – che i minori parcheggi su via Francesco Negri sarebbero compensati dalla costruzione di un parcheggio interrato e anche dal reperimento di spazi – che il concessionario si è impegnato a trovare – all’interno del perimetro della concessione. Sul verde pubblico all’interno invece la Sovrintendenza ha detto no con parere vincolante.
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C’è da notare che all’inizio di novembre 2016 la Pascolini scriveva su Facebook, in risposta ad un articolo pubblicato su Repubblica dove si paventava il rischio che il M5S volesse far “saltare il progetto” sugli ex Mercati Generali che il MoVimento aveva un’altra idea su come riqualificare l’area “che potrebbe diventare un importante polo turistico e culturale” e sulla quale manifestava l’intenzione di aprire un tavolo con i cittadini prima dell’approvazione definitiva. Il fatto è che dopo otto mesi di amministrazione a Cinque Stelle l’assessore all’Urbanistica non ha ancora preso una decisione nel merito e oggi i costruttori hanno fatto sapere che se muta il progetto il concessionario potrebbe non essere più interessato, cosa che avrebbe come conseguenza l’apertura di un contenzioso con il Comune con esiti che potrebbero essere drammatici per le casse comunali qualora l’ente pubblico fosse chiamato a risarcire il concessionario degli investimenti fatti fino ad ora. Ma come è successo a Torino con l’area ex Westinghouse anche a Roma l’amministrazione pubblica dovrà prima o poi rendersi conto che certi progetti non possono essere rimandati a tempo indeterminato. Il fatto è che in questi mesi abbiamo imparato a conoscere Berdini “il temporeggiatore” che rifiuta la costruzione di opere di compensazione per lo Stadio della Roma pur di non far costruire le torri e che evidentemente non si vuole nemmeno prendere la responsabilità di far costruire un nuovo centro commerciale che non lo renderebbe certo popolare tra i negozianti della zona. Oggi sappiamo che Paolo Berdini, è anche un o strenuo difensore di papere e germani.