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Le misure del decreto Zona protetta per il Coronavirus

Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020. Ecco le misure per i cittadini, gli esercenti e gli imprenditori

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo decreto che contiene le misure per la Zona protetta per il Coronavirus che entrano in vigore da stamattina. Le prossime ore saranno cruciali, anche per valutare l’espandersi del contagio che oggi ha superato i 9mila casi e l’impatto economico dell’estensione delle misure restrittive a tutta l’Italia.

Le misure del decreto Zona protetta per il Coronavirus

Il Corriere della Sera spiega oggi che le nuove misure allungano la sospensione della didattica nelle scuole: resteranno tutte chiuse almeno fino al 3 aprile ma non è escluso che lo stop alle lezioni prosegua fino a dopo Pasqua o addirittura ai primi di maggio. La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, parlando in videoconferenza con i rappresentanti degli studenti, ha spiegato che se la sospensione delle lezioni andrà oltre il 3 aprile, si dovrà procedere a modificare l’esame di maturità: salteranno le prove Invalsi e l’alternanza scuola lavoro ma potrebbe anche essere reso più snello l’esame, visto che il programma sarà ridotto. Gli studenti hanno chiesto di alleggerire la seconda prova. Sembra confermato che non ci saranno fondi per pc e tablet.

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Dopo l’assalto di stanotte ai supermercati, la presidenza del Consiglio ha specificato che si può fare la spesa in tutta Italia senza creare assembramenti. Ci sono anche regole ben precise che riguardano l’autocertificazione. La Capitale è la città che in queste ore, fuori dalla Lombardia e dalle 14 province, è posta più delle altre sotto osservazione. Nella vecchia zona rossa, nel Lodigiano e in un pugno di Comuni nel Veneto, le misure di contenimento sembrano aver funzionato. Adesso tocca a tutto il Paese entrare in quarantena. Ma il coprifuoco che non è stato ottenuto con appelli e raccomandazioni, ha bisogno di divieti più aspri. Roma è sorvegliata speciale per il rischio epidemia. “Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020”, si legge all’articolo 2, disposizioni finali, del nuovo Dpc firmato questa sera dal premier Giuseppe Conte che estenda a tutta l’Italia la zona protetta.

Guida ai divieti: cosa fare e cosa no

Il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Marco Palombi riepiloga i divieti:

In pratica cosa non possono fare gli italiani? In soldoni, ricordandosi che la ratio è restare in casa, è intanto vietato uscire dalla propria provincia (e agli altri di entrare), a meno che non ci siano “comprovate”esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Residenti o domiciliati che si trovassero fuori dalle zone “isolate” possono tornare a casa. Un’ordinanza della Protezione civile ha poi specificato che le merci non saranno bloccate: rientrano nelle deroghe “lavorative”.

Insomma, le maglie sono abbastanza larghe e fanno affidamento sul buon senso delle persone coinvolte. Per spostarsi si deve comunque autocertificare il motivo della deroga (i moduli si trovano on li ne ): ovviamente chi non lo fa o chi mente rischia una denuncia per “inosservanza dei provvedimenti dell’autorità”e rischia l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda fino a 206 euro (non è esclusa, anzi, la contestazione di delitti contro la salute pubblica).

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Prescrizioni particolari, riguardano chi presenta sintomi influenzali (gli è “fortemente raccomandato”di restare in casa e contattare il medico) mentre per chi è sottoposto a quarantena o è positivo al Covid-19 c’è il “divieto assoluto”di uscire in tutta Italia (anche qui a pena denuncia). Quanto alle attività commerciali, bar e ristoranti possono essere aperti dalle 8 alle 18, a patto che garantiscano la distanza minima tra le persone (almeno un metro), prescrizione che vale anche per tutti gli altri negozi e per le chiese.

La sanzione per chi non lo fa rispettare può arrivare al ritiro della licenza. Per il resto, tutto chiuso: cinema e teatri, piscine e palestre, pub e musei, impianti sciistici e centri anziani, sale da ballo e sale bingo; sono sospesi concorsi, manifestazioni e riunioni a partire da quelle sportive (ieri è arrivato anche lo stop al campionato di calcio).

Le misure per la zona protetta: #iorestoacasa

Ecco un riepilogo delle misure per la zona protetta:

LAVORO E NECESSITA’ – I cittadini su tutto il territorio nazionale possono muoversi solo per “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o spostamenti per motivi di salute”. Non si ferma la circolazione delle merci né il trasporto pubblico. E’ possibile andare a fare la spesa. Chi si sposta sul territorio può autocertificare le ragioni per cui lo fa ma per chi trasgredisce o dichiara il falso sono previste sanzioni che vanno fino all’arresto.

STOP ASSEMBRAMENTI – E’ la novità annunciata da Conte, non prevista fino a ieri neanche nelle zone “arancioni”: basta feste e raduni, sono vietati ovunque assembramenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

FEBBRE E QUARANTENA – Chi abbia sintomi da infezione respiratoria e febbre maggiore di 37,5 gradi centigradi, è “fortemente raccomandato” di restare a casa e contattare il proprio medico. Il divieto di muoversi è “assoluto” per chi sia stato messo in quarantena o sia positivo al virus.

FERMO IL CAMPIONATO, NON LE COPPE – Si fermano tutti gli sport, incluso il campionato di calcio, ma possono tenersi a porte chiuse competizioni internazionali. Gli atleti professionisti e olimpici possono allenarsi.

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Coronavirus: le misure per la zona protetta (La Stampa, 10 marzo 2020)

PALESTRE NO, PARCHI SI’ – Sono chiuse le palestre, ma si può fare sport all’aria aperta rispettando la distanza di un metro. Chiuse piscine, centri benessere, centri termali, centri culturali e ricreativi.

CHIUSI GLI IMPIANTI DA SCI – Piste chiuse in tutta Italia. FERIE E CONGEDI – Si “raccomanda” ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere la fruizione di ferie e congedi. Sono invece sospesi i congedi dei medici. E’ applicabile il lavoro agile anche in assenza di accordi aziendali.

STOP SVAGHI – Sospese tutte le manifestazioni e gli eventi: fermi i cinema, teatri, pub, scuole da ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche. Chiusi musei e siti archeologici.

BAR E NEGOZI – Bar e ristoranti possono aprire solo dalle 6 alle 18 con obbligo di garantire la distanza di almeno un metro, pena la sospensione dell’attività. La regola della distanza vale per tutti i negozi che possono stare aperti ma se sono all’interno dei centri commerciali chiudono nei weekend. Nessun fermo per alimentari, farmacie e parafarmacie.

FERME SCUOLE E ESAMI PATENTE – Scuole e università restano chiuse fino al 3 aprile. Stop a tutti i concorsi, tranne quelli per titoli o per via telematica, si fermano anche gli esami per la patente. Unica eccezione i concorsi per i medici.

LE CHIESE – I luoghi di culto possono aprire solo se in grado di garantire la distanza di almeno un metro: sospese le cerimonie civili e religiose, inclusi i funerali.

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