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Mani sul volto e testa bassa: la reazione di Giorgia Meloni mentre Salvini critica le sanzioni alla Russia

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Meloni Salvini

Lo specchio del futuro e futuribile, secondo i sondaggi, governo di centrodestra mostra già i primi segni di incrinatura. Da giorni, infatti, Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno palesato all’elettorato (e, di conseguenza, al Paese) una visione distopica su un tema fondamentale per la politica estera dell’Italia: le sanzioni contro la Russia decise e approvate, nel corso dei mesi precedenti, dall’Unione Europea nei confronti di Mosca come reazione all’invasione e alla guerra contro l’Ucraina. Differenti vedute che si sono palesate, con un’immagine simbolo di questa campagna elettorale, sul palco di Cernobbio nel corso del tradizionale appuntamento del Forum Ambrosetti.

Meloni-Salvini, la reazione della leader di FdI dopo le parole sulle sanzioni

Nel corso dei suoi 15 minuti di intervento (iniziato con la presentazione di una serie di slide, con tanto di presa in giro da parte di Giorgia Meloni) il leader della Lega ha ribadito la propria posizione: stop alle sanzioni contro la Russia perché stanno provocando più danni a noi che a Mosca. Una dialettica che ricorda storici posizionamenti del segretario del Carroccio che anche molto prima del conflitto in Ucraina, con l’aggressione militare da parte del Cremlino guidato da Vladimir Putin, si era già espresso nella stessa direzione (con tanto di felpa per l’occasione, era il 2014).

E sul palco del Forum Ambrosetti di Cernobbio, è arrivata l’istantanea reazione di Giorgia Meloni a questa rinnovata presa di posizione da parte di Matteo Salvini. Mentre il leader della Lega proseguiva nella sua critica all’Unione Europea sulle sanzioni, infatti, la numero uno di Fratelli d’Italia (che si trovava seduta al suo fianco), si è messa le mani sul volto e ha abbassato lo sguardo. Perché le posizioni dei due partiti che si apprestano a governare a braccetto sono diametralmente opposte: da una parte FdI ha sempre ribadito una posizione atlantista e favorevole alle sanzioni contro Vladimir Putin e la Russia; dall’altra il Carroccio che prosegue nel suo attacco a questo strumento di “punizione” nei confronti di Mosca.