Opinioni

Il sindaco di Mantova e le "sculacciate" alla "birichina"

“Ti insegnerei un po’di cose, sei una birichina e staresti bene sculacciata!”: così, secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, si sarebbe rivolto il sindaco di Mantova Mattia Palazzi – indagato per favori sessuali in cambio di fondi – nei messaggi Whatsapp scambiati con la vicepresidente dell’associazione Mantua me genuit che sono finiti al centro dell’inchiesta della procura di Mantova. A firmare materialmente l’esposto che ha dato il via all’indagine è stato Giuliano Longfils (Forza Italia), consigliere comunale di lungo corso e strenuo oppositore della giunta.

Tra i messaggi citati nell’articolo firmato da Davide Milosa anche quello che ha messo nei guai il sindaco: “Sai che un’associazione a volte non va avanti senza il mio consenso! Cerca di attenerti alle regole”. La frase però ha un prologo che fino a oggi è rimasto tra gli omissis di questa vicenda. Scrive Palazzi: “Domani sera non mi dirai di no, troppe volte me lo hai detto”. Scrive sempre il sindaco. “Credo che tu stia proprio bene messa a 90 da me dopo il tuo messaggio di ieri! Allora qualcuno ti s…? Chi è?”. C’è da segnalare, come hanno ricordato molti esponenti PD difendendo strenuamente il sindaco quando si è saputo dell’inchiesta, che l’accusa di concussione viene negata dalla donna che ha ricevuto i messaggi, che non ha nemmeno denunciato il sindaco e ha detto pubblicamente che ne difenderebbe il comportamento in tribunale.
mattia palazzi emanuele fiano
Il sindaco invece nelle immediatezze della vicenda in questione aveva detto: “Non ho mai chiesto favori a nessuno abusando del mio ruolo di sindaco, conosco quella signora ma non vi è mai stato nulla di privato con lei. Alla fine il Comune concesse solo il patrocinio ad una iniziativa dell’associazione”.