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Il nuovo capo di AMA e quelle vacanze di Natale…

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Sarà Massimo Bagatti il nuovo amministratore unico di AMA. Mentre la procura di Roma indaga per tentata concussione in relazione agli audio di Giampaoletti e della sindaca Virginia Raggi, la Giunta ha trovato il traghettatore: salvo cambiamenti last minute, giovedì sarà nominato amministratore unico, in attesa che venga espletata la call(il bando) con cui Roma Capitale cerca un nuovo consiglio d’amministrazione dopo la traumatica rimozione di Lorenzo Bagnacani.

Bugatti però non avrà vita facile. Perché a via Calderon de la Barca lo attende un fuoco amico di discrete dimensioni, inaugurato oggi da Paolo Ferrara: l’ex capogruppo M5S in Campidoglio, la cui posizione nell’inchiesta Rinascimento è stata archiviata, in un’intervista rilasciata a Repubblica ha criticato aspramente l’addio di Pinuccia Montanari all’assessorato all’Ambiente e quello di Bagnacani ad AMA sostenendo che ora sarà più difficile ottenere gli obiettivi di pulizia della città:

«Penso che Pinuccia Montanari fosse l’unica soluzione per Roma. Il fatto che sia andata via per noi è una disgrazia. E Bagnacani… parliamo di una persona competente. La sindaca Raggi lo aveva chiesto a Torino. Su Ama era stata messa in campo una visione, andava sostenuta. Non entro nel merito dei problemi che sono nati. Ma ora serve dare continuità».

Invece il Comune si trova a gestire una nuova inchiesta.
«Non è mai bello. Ma significa che qualcuno vuole appurare lo stato dei fatti. Aspettiamo, ma sono fiducioso».

Il tempo, però, stringe. La metà del mandato 5S è andata.
«Dobbiamo dare continuità al lavoro di Montanari. Ci sono due anni, poco più. Chi arriverà avrà bisogno di tempo per inserirsi. Questo mi preoccupa».

E per certificare che il clima nei confronti di Bagatti non è certo dei migliori c’è anche l’intervista della stessa Montanari a Repubblica:

«Abbiamo trovato un’azienda allo sbando. Senza officine, con mezzi vecchi e guasti. Noi abbiamo cercato di mettere in sicurezza la città. Il cda guidato da Lorenzo Bagnacani ha programmato azioni da qui al 2021 e valorizzato le risorse interne. Il nuovo porta a porta per 300 mila residenti, le 52 mila utenze Tari fantasma, gli investimenti per arrivare alla tariffazione puntuale. Insomma, si stava lavorando alla riorganizzazione aziendale».

A che punto era arrivata? Pensa di aver commesso errori?
«Ci occorrevano più anni. Farei qualcosa di diverso? Non era compito mio, ma avrei valutato con più attenzione la figura di Massimo Bagatti (manager a cui il Comune pensa di affidare a tempo la guida di Ama, ndr). Come direttore operativo ha deluso. Nei momenti difficili andava rincorso. Bagnacani ha dovuto sostituirlo durante le feste di Natale».

Insomma, anche Sora Pinuccia è sul piede di guerra. Da quando la monnezza che si mangia la città non è più sua responsabilità ha deciso di spiegarci cosa c’è che non va. Nella Giunta Raggi e in AMA, evidentemente.

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