Cultura e scienze

La lettera con le minacce di morte a Marco Tamietto per l’esperimento sui macachi

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Una busta contenente un proiettile e una lettera di minacce è stata recapitata nell’ufficio di Marco Tamietto, il ricercatore dell’Università di Torino che dirige il progetto Lightup per lo studio del fenomeno del blindsight nei macachi. Negli ultimi mesi Tamietto è stato oggetto di numerosi attacchi da parte di associazioni animaliste che chiedono la liberazione dei macachi dell’università di Parma con la LAV che ha lanciato durissime accuse chiedendo la liberazione dei “macachi accecati” (in realtà verrà prodotta una macchia cieca ma gli animali non perderanno la vista).

La busta con il proiettile e le minacce a Marco Tamietto

Secondo la LAV e altre associazioni «l’Università di Torino approva e sostiene la vivisezione». Lo studio, come abbiamo spiegato, punta a comprendere i processi alla base del recupero della consapevolezza visiva nelle persone affette da blindsight, vale a dire la perdita della vista dovuta ad una lesione della corteccia visiva. A giugno alcuni attivisti del Fronte Animalista avevano teso una specie di imboscata a Tamietto aggredendolo verbalmente e inseguendolo per le strade di Torino. Il ricercatore vive sotto scorta a causa delle numerose minacce ricevute da esponenti del mondo animalista che anche su Facebook gliel’avevano giurata promettendo di “dargli la caccia”.

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Fonte: Il Corriere della Sera del 23/08/2019

Il Corriere della Sera riferisce oggi del contenuto della lettera minatoria dove si legge «non sei un ricercatore sei un bastardo assassino» e poi la minaccia «colpiremo duro te o la tua famiglia». Anche un altro collega di Tamietto aveva ricevuto lettere con minacce. La senatrice Elena Cattaneo è intervenuta per chiedere alla ministra della Salute Giulia Grillo «come è possibile che siano stati concessi alla LAV i protocolli sperimentali completi con l’indicazione dei nominativi dei ricercatori». L’Università di Torino ha denunciato pubblicamente la campagna di disinformazione portata avanti dalla Lega Anti Vivisezione annunciando di aver intrapreso tutte le azioni, anche legali, opportune e ricordando che il progetto di ricerca è stato approvato, in maniera autonoma e indipendente, dallo European Research Council e dal suo Comitato Etico; dal Comitato di Bioetica dell’Università di Torino (per la parte di sperimentazione sull’Uomo) dall’Organismo Preposto al Benessere Animale (OPBA) dell’Università di Parma (per la sperimentazione animale sui macachi) e dal Ministero della Salute, previa valutazione favorevole del Consiglio Superiore di Sanità (per la sperimentazione animale in corso a Parma).

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