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Silenzio assenso sulla donazione degli organi: il complotto di Giulia Grillo che ci vuole rubare le interiora

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I complottisti dell’Internet (e non solo loro) hanno scoperto che prima di andarsene la ministra della Salute Giulia Grillo ha fatto “l’ennesimo regalo alle lobbies”. Questa volta a beneficiarne sono è la terribile, potentissima e temuta lobby della donazione degli organi. Avete letto bene, in Italia esisterebbe un gruppo di potere dedito a quello che alcune persone (speriamo poche) ritengono sia il furto dei nostri organi. Un furto legalizzato, visto che per tutti si chiama “donazione di organi”.

Silenzio assenso sulla donazione degli organi: il complotto di Giulia Grillo che ci vuole rubare le interiora

Ma per chi invece sostiene che i medici, lo Stato e chissà quali altri terribili entità rubino gli organi alle persone decedute le cose stanno diversamente. Per costoro esistono le “lobbies degli espianti” che non aspettano altro che una persona venga dichiara morta per avventarsi sul cadavere ancora caldo (gli espianti di organi vengono fatti “a cuore battente”) per fare scempio. E soprattutto per guadagnare tanti soldi. Questo nonostante la vendita di organi in Italia sia vietata.

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Secondo un esperto del calibro di Rosario Marcianò addirittura i trapianti di organi sono inutili perché i pazienti trapiantati “vivono una manciata di anni” e infine sono condannati a morire “tra indicibili sofferenze”. La ragione? Secondo il geometra di Sanremo è che “il trapianto da vivo a vivo è contronatura“. Meglio probabilmente il trapianto tra morti, una sorta di scambio di organi. L’esperto di scie chimiche, geoingegneria clandestina e false flag sanremese però non è l’unico a raccontare la storia della ministra Grillo che ha legalizzato il furto dei nostri organi. Anche il noto rotocalco Imola Oggi dà la notizia della firma del regolamento per il silenzio assenso presentando la donazione di organo come uno “scippo”.

 

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Non è nemmeno chiaro perché si tratterebbe di un regalo alle lobbies. Perché dalla donazione di organi (che è gratuita) non ci guadagna nessuno. In Italia l’unica forma di trapianto di organi è quella che ha alla base la donazione, ovvero un atto gratuito, e gli organi non possono essere venduti e comprati.

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Anche la conduttrice (e maga esperta di antroposofia, leggi di Hamer e altre cavolate) Eleonora Brigliadori, che oggi si fa chiamare Aaron Noel, parla di patti occulti alla base di un procedimento assolutamente ragionevole e sensato come quello del silenzio-assenso. Dal momento che la Brigliadori è una che si informa a corredo del suo post utilizza un meme tratto dalla nota pagina di black humour Adottare soluzioni punk per sopravvivere. Una battuta che lei però ha preso sul serio.

Che cosa contiene il decreto firmato da Giulia Grillo

Ma cosa ha fatto di così terribile Giulia Grillo? Davvero è un regalo a chi vuole vendere gli organi espiantati? La risposta è no. Quello che la ministra della Salute ha firmato è il decreto ministeriale sul Sistema Informativo Trapianti (Sit), “previsto dalla legge n. 91 del 1 aprile 1999, che regola il principio del silenzio-assenso sulla donazione di organi”. Il “silenzio-assenso” era già previsto da una legge di vent’anni fa ma non era mai stato attuato. Ma cosa vuol dire “silenzio-assenso”? Significa che in mancanza di un’esplicita dichiarazione di volontà contro la donazione di organi il medico è autorizzato a procedere all’espianto (qualora ovviamente gli organi siano sani).

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Fino ad oggi se una persona deceduta (maggiorenne) non aveva dichiarato la volontà di donare gli organi si chiedeva alla famiglia la non opposizione all’espianto. «A volte per i familiari è una decisione difficile da prendere e in circa il 30% dei casi c’è un rifiuto. Mentre con il silenzio-assenso, nel momento in cui non si dichiara nulla, nessuno si può opporre» ha spiegato al Fatto Quotidiano il direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt) Massimo Cardillo. Vale inoltre la pena di ricordare che al momento del rinnovo della Carta d’Identità ai cittadini viene chiesto se hanno intenzione di dare o meno l’assenso alla donazione di organi.

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Per tutta una serie di buffi sovrani individuali di se stessi  che reclamano uno strano concetto di sovranità sul loro corpo (e chissà, magari in futuro la legittima difesa, da morti) invece si tratta di una predazione di organi. Perché il paziente deceduto (e viene dichiarato morto da un collegio di medici, non dal primo che passa) in realtà è ancora vivo quindi si tratta di una forma di tortura o addirittura una specie di “macelleria”. Per queste persone, che scrivono che il dono è un dono e non un obbligo e che hanno paura di essere “espiantati” da vivi come nei peggiori film di fantascienza, non è importante che l‘atto della donazione contribuisca a salvare vite perché «il trapianto è solo una scelta su chi deve morire prima (il donatore) uno muore, l’altro resta in vita: bilancio a zero. Quindi non serve a un cazzo». Ma c’è una cosa che tutti costoro non hanno notato: che al decreto della Grillo dovranno seguire la creazione dell’Anagrafe Nazionale degli Assistiti e di un sistema di notifica che avverta tutti i cittadini dell’entrata in vigore della norma. Chi non vorrà donare gli organi potrà comunicarlo alla banca dati e non ci sarà alcun problema di “silenzio-assenso”.

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