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Il consigliere M5S accusato di rapina e le dimissioni chieste dai grillini

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marco gasperi

Ieri abbiamo parlato di Marco Gasperi, consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle a Città di Castello indagato per rapina aggravata che l’altroieri ha ricevuto l’avviso di conclusione indagini per quello che è accaduto il 10 aprile scorso alla sala scommesse Gold Faraone: «Un uomo con il volto travisato ed armato di pistola aveva fatto irruzione nell’esercizio, facendosi consegnare da una dipendente sotto la minaccia dell’arma, la somma di € 4.500 circa. Accertamenti, che sin dall’inizio avevano consentito ai Carabinieri di focalizzare l’attenzione sul giovane, abituale frequentatore della stessa sala scommesse, avevano già portato al sequestro dell’arma verosimilmente utilizzata nella rapina e legittimamente detenuta, nonché di alcuni capi di abbigliamento (cappellino, guanti etc) indossati dal presunto rapinatore».

consigliere m5s accusato rapina aggravata

Gasperi, già candidato sindaco a Città di Castello, al Corriere dell’Umbria ha detto di ritenere che si sia trattato di “uno scambio di persona”: “Ho fatto eseguire una consulenza – ha aggiunto – grazie alla quale posso provare senza ombra di dubbio che la sera della rapina mi trovavo nella mia auto, ad una distanza considerevole dal luogo del fatto. Lo dimostrano il Gps installato sulla mia vettura, la cella agganciata dal mio cellulare e la mia voce registrata mentre parlavo al telefono”. “Il Movimento – ha sostenuto ancora Gasperi – è stato informato a luglio quando ho ricevuto l’avviso di garanzia. I probiviri hanno letto tutti gli atti e mi hanno ascoltato e hanno ritenuto di lasciarmi al mio posto. Evidentemente hanno capito che non era qualcosa di veritiero”. E invece il M5S Umbria ha chiesto ieri con Thomas De Luca, a sua volta candidato governatore dei grillini alle elezioni del 2019, le dimissioni di Gasperi:

A prescindere dalle valutazioni che competono esclusivamente alla magistratura, riteniamo doveroso un passo indietro volto a tutelare non solo le istituzioni ma in primo luogo lo stesso consigliere.

Simili notizie non possono in alcun modo essere affrontate con mezzi termini, in questo si misura la distanza tra un Movimento che richiede il casellario all’atto della candidatura e altrove dove indagini e processi fanno curriculum.

Inutile dire che dopo la svolta “garantista” dei grillini la richiesta del gruppo umbro è insensata. D’altro canto lo stesso Marcello De Vito non è mai stato cacciato. E allora perché dovrebbe dimettersi Gasperi per un’accusa ancora da provare? Intanto nei commenti a De Luca tutti ricordano che la storia era già abbondantemente conosciuta:

de luca gasperi

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