Fatti

Ma davvero la Lega sta raccogliendo le firme per il referendum sul taglio dei parlamentari dopo averlo votato?

@neXt quotidiano|

La notizia ha dell’incredibile e a riportarla è l’agenzia di stampa AGI: la Lega è “al lavoro” per dare supporto al referendum costituzionale sulla riforma che introduce il taglio dei parlamentari. Lo riferiscono fonti del partito di via Bellerio. La Lega, con le firme di alcuni suoi senatori, dovrebbe così sopperire alle sottoscrizioni mancanti che oggi hanno costretto i referenti a rinviare il deposito in Cassazione, e permettere il raggiungimento delle 64 firme necessarie per poter presentare il quesito referendario in Cassazione. Il cambio di strategia, riferisce ancora l’agenzia di stampa, è stato deciso dopo che alcuni senatori, tra cui 4 di Forza Italia, hanno ritirato la loro.

Ma davvero la Lega sta raccogliendo le firme per il referendum sul taglio dei parlamentari dopo averlo votato?

La notizia ha dell’incredibile perché proprio la Lega ha votato insieme al MoVimento 5 Stelle la legge per il taglio dei parlamentari. Non solo: a settembre, dopo il ritiro della mozione di sfiducia nei confronti di Conte, proprio Matteo Salvini in Aula al Senato aveva proposto al MoVimento 5 Stelle di votare in quarta lettura il taglio dei parlamentari per poi andare alle elezioni. Adesso ci sarebbe quindi un clamoroso dietrofront. Nessun senatore leghista finora aveva firmato a sostegno del referendum, tranne le due new entry Ugo Grassi e Francesco Urraro, che pero’ si erano dichiarati a favore del quesito prima di passare al partito di via Bellerio, quando erano ancora nel Movimento 5 stelle.

64 referendum taglio parlamentari
I 64 eletti che hanno chiesto un referendum sul taglio dei parlamentari (Il Messaggero, 19 dicembre 2019)

Il cambio di strategia, spiega però l’agenzia di stampa, è più che altro una scelta dettata dall’opportunità politica di non perdere l’occasione di contribuire a un gesto che comunque potrebbe ‘scavare’ una “piccola breccia” nel muro della maggioranza – viene spiegato – e indebolire il governo in carica. Un altro motivo che ha spinto i leghisti a cambiare orientamento è la convinzione che un eventuale referendum sul taglio degli eletti possa, combinato, andare a rafforzare l’altro referendum caro alla Lega, quello che abroga la parte proporzionale del Rosatellum.

Leggi anche: La scomparsa di quattro firme dal referendum sul taglio dei parlamentari