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Così il M5S su Salvini e Diciotti si gioca la faccia

@alessandrodamato|

di maio di battista quota 41 - 1

Cosa può succedere dopo l’autorizzazione a procedere chiesta dal Tribunale dei Ministri nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini? Il Senato della Repubblica dovrà decidere con un voto se Salvini dovrà essere processato da un tribunale ordinario per i reati individuati, ovvero il sequestro di persona aggravata. E qui si aprono i giochi con un solo protagonista vero, il MoVimento 5 Stelle. Che sull’autorizzazione a procedere per Salvini si gioca la faccia.

Così il M5S su Salvini e Diciotti si gioca la faccia

Questa è infatti attualmente la situazione dei numeri a Palazzo Madama. Possiamo già da questo momento presupporre che il centrodestra si schiererà compatto per il no all’autorizzazione a procedere, un po’ per l’allergia ai giudici di qualcuno (Forza Italia), un po’ perché Meloni non può certo votare contro quello che avrebbe fatto anche lei se fosse stata nei panni di Salvini. Il centrodestra unito si compone di 137 senatori e la maggioranza assoluta, compresi i senatori a vita, ammonta a 161 voti. I senatori del MoVimento 5 Stelle sono 109 e quindi è evidente che la loro scelta, da una parte o dall’altra, sarà decisiva per il risultato finale.

m5s senato
L’attuale composizione del Senato della Repubblica (da Today.it)

Ci sono però altri dettagli da notare. Tecnicamente, Salvini potrebbe da processato per sequestro di persona aggravato in teoria tranquillamente continuare a fare il ministro dell’Interno; potrebbe farlo fino a sentenza definitiva. Nei fatti, però, nel suo discorso su Facebook di poco fa Salvini ha detto che con il suo voto il Senato deciderà se lui deve continuare a fare il ministro o meno. Ovvero, secondo la traduzione più ovvia dal politichese, questo significa che se sarà sconfitto nel voto Salvini si dimetterà da ministro. E quindi, viene da dire, a rischio a quel punto c’è l’intero governo.

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Il dilemma del prigioniero a 5 Stelle

Ecco quindi che la situazione del MoVimento 5 Stelle è più complessa di quella che sembrerebbe. Perché se i grillini dicono sì all’autorizzazione a procedere, rischiano di porre a rischio il destino del governo e, giocoforza, anche quello della legislatura. Chi si è seduto da poco sulle poltrone dell’esecutivo, che deve compiere ancora un anno di vita, dovrebbe accomodarsi fuori dalle segrete stanze. Chi si è seduto da poco in parlamento, pure. Chi c’era dalla scorsa legislatura incapperebbe nella regola dei due mandati e dovrebbe addirittura andarsene a casa. Una prospettiva piuttosto terrorizzante. Quindi il M5S avrebbe più convenienza a votare no all’autorizzazione a procedere, “salvando” Salvini – che avendo dalla sua anche i voti del centrodestra andrebbe incontro a una vittoria schiacciante – per salvare sé stesso.

La situazione del M5S su Salvini e la Diciotti vista da Gigi Proietti in Febbre da Cavallo

Dall’altra parte però non è che non ci sia nulla. Quella nei confronti di Salvini non sarebbe una sentenza ma un’autorizzazione a subire un processo dove non è detto che il ministro venga automaticamente condannato. Il M5S invece con il suo voto sì che scriverebbe una sentenza, perché se il Senato nega l’autorizzazione a procedere il ministro non sarà mai processato. In pratica il M5S garantirebbe a Salvini l’impunità, direbbe il M5S. C’è di più. È altamente probabile che una serie di intellettuali e personalità che hanno sempre garantito appoggio a Salvini, come ad esempio Marco Travaglio, si schierino, prima del voto, per l’ok all’autorizzazione a procedere. Il M5S dovrebbe fare il contrario di ciò che gli consigliano. Ancora: tra i grillini ci sono, soprattutto in Senato, alcuni eletti dissenzienti (Paola Nugnes, Elena Fattori, Matteo Mantero) che si schiereranno per l’ok all’autorizzazione a procedere. C’è di più: molti attivisti ed elettori grillini non hanno mai apprezzato l’alleanza con Salvini, ma l’hanno mandata giù in nome della realpolitik. La decisione di salvare Salvini potrebbe fargli cambiare definitivamente idea a ridosso delle elezioni europee. Il M5S si trova quindi a dover prendere una decisione che non è il suo forte, perché giocoforza scontenterà qualcuno. Sul voto per Salvini il M5S si gioca la faccia. E rischia di perderla qualunque decisione prenda.

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