Economia

Il M5S Roma e la brutta fine che potrebbe fare Roma Multiservizi

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«Multiservizi non si vende, si compra», diceva l’allora assessora Paola Muraro a nome della Giunta Raggi nell’ottobre scorso. «”Abbiamo la legge Madia arrivata tra capo e collo, dobbiamo ottemperare a questa legge, quindi una serie di società saranno accorpate, altre dismesse, spero recuperando tutti i lavoratori. Ci vorrà ancora un mese o due per terminare tutti i piani industriali. Le società rimarranno 10-12, tra queste Roma Metropolitane. Su Multiservizi la sentenza e’ di due giorni fa, stiamo vedendo con gli avvocati come fare per salvaguardare l’occupazione. Queste ultime due aziende sono i casi più difficile dove il nostro primo problema è evitare che ci siano rischi per i lavoratori», dice oggi l’assessore alle Partecipate Massimo Colomban. Non ci crederete: uno dei tanti “problemini” tra la Giunta Raggi e la realtà sta per scoppiare in mano al MoVimento 5 Stelle romano.

Il M5S e la brutta fine che sta per fare Roma Multiservizi

Sta infatti per accadere quello che era ampiamente previsto. Il M5S romano durante la campagna elettorale aveva promesso ai lavoratori di Roma Multiservizi che sarebbero stati assunti in AMA. Nell’agosto scorso anche un ordine del giorno approvato dalla maggioranza grillina in Assemblea Capitolina ricordava alla sindaca che era necessario assorbirli nella municipalizzata dei rifiuti. Poi la Raggi e la Muraro cambiarono idea: Roma Multiservizi sarebbe stata acquistata al 100% dal Comune All’epoca c’era chi faceva notare che in questo modo si violava il piano di rientro del debito del Comune di Roma, ma chissenefrega. Poi, a dicembre era arrivata la protesta dei lavoratori in Consiglio comunale al grido di “Buffoni buffoni”: «Te lo ricordi quando stavi all’opposizione e stavi in mezzo a noi?», gridavano all’indirizzo di Marcello De Vito quella sera i lavoratori, quando avevano scoperto che era andata deserta la gara in 5 lotti per l’affidamento in global service dei servizi necessari al funzionamento delle scuole di Roma Capitale. Cosa è successo dopo? È successo che alla fine il TAR ha annullato quel bando e l’assessore Colomban oggi ha spiegato cosa intende fare il Comune: «Su Multiservizi stiamo lavorando con gli avvocati a fronte della sentenza del Tar di due tre giorni fa che ci ha chiesto uno spezzettamento della società. Il nostro obiettivo è salvaguardare l’occupazione. Abbiamo la legge Madia arrivata tra capo e collo, dobbiamo ottemperare a questa legge, quindi una serie di società saranno accorpate, altre dismesse, spero recuperando tutti i lavoratori». Ora, inutile star lì a ricordare che la Madia è stata approvata nel dicembre scorso e quindi il Comune avrebbe dovuto o velocizzare al massimo le procedure per evitare di finirci dentro (ma sarebbe stato possibile?) oppure regolarsi di conseguenza. Meglio segnalare la replica sul punto di CGIL, CISL e UIL: «La legge Madia non è ‘arrivata tra capo e collo’. Esisteva già quando l’assessore Colomban ci ha ricevuti in Campidoglio. Il Comune di Roma inizi ad assumersi le sue responsabilità e non faccia lo scaricabarile».

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Multiservizi: la proprietà (dal sito dell’azienda)

Il piano del Comune in ogni caso è ovviamente cambiato. Secondo Colomban si farà una gara spezzettando il più possibile i bandi per i servizi oggi mantenuti dalla partecipata, e poi si chiederà a chi vince di riassorbire i lavoratori facendole assumere dalle società vincitrici. Possibile?

Il senso della Giunta Raggi per la realtà

Alessandro Onorato della Lista Marchini fa notare l’ovvio: «Oggi Colomban ha detto chiaramente che i lavoratori della Roma Multiservizi potrebbero essere salvati solo dalla bontà di chi si aggiudicherà i mini-lotti del global service dando la colpa di tale scelta al Tar. Peccato, però, che il Tar abbia bocciato il tipo di gara fatto da Roma Capitale e non abbia mai detto quale strada seguire per garantire i livelli occupazionali e la qualità dei servizi. Tale scelta spetta a chi amministra in Campidoglio. In campagna elettorale avevano promesso, per garantirsi i voti degli oltre 4.000 lavoratori e dei loro familiari, che ognuno di loro sarebbe stato internalizzato in Ama e l’hanno continuato a promettere fino a tre mesi fa, con tanto di mozione in Consiglio comunale votata da tutto il M5S. Salvo poi cambiare idea e formulare una nuova promessa anche questa disattesa: quella che la Roma Multiservizi sarebbe diventata al 100% di proprietà del Comune di Roma. Oggi si rimangiano anche questo impegno dando la colpa alla legge Madia. Peccato che in nessun modo questa legge non permetterebbe di acquistare la parte privata della Roma Multiservizi per renderla pubblica al 100% garantendo così i livelli occupazionali e la massima qualità del servizio per i romani. Colomban dà il via libera a un nuovo bando a mini-lotti per la pulizia delle scuole, l’assistenza dei minori e disabili e sarà vinto, come al solito, da cooperative e raggruppamenti di società, con il massimo ribasso. È inutile dire che questa procedura alimenta la disoccupazione, ormai in crescita inarrestabile basta vedere la fine di Almaviva, e peggiora la qualità dei servizi».

In attesa di sapere se finirà davvero così, l’AGI anticipa il piano del Campidoglio: il principio che sarebbe alla base del programma di lavoro è quello di provare a salvaguardare l’occupazione dei lavoratori delle società destinate ad accorpamento e chiusura. Attualmente le società partecipate di primo livello di Roma Capitale sono 21, di cui 11 detenute al 100%, tra queste municipalizzate sei sono gia’ state poste in liquidazione. Poi ci sono due aziende speciali, due istituzioni e cinque fondazioni. Il documento a cui sta lavorando il Campidoglio punterebbe a ridurre le partecipate ad un massimo di 10/12, tra accorpamenti e dismissioni.  A quanto trapela il nuovo assetto del gruppo Roma Capitale dovrebbe prevedere la conferma di Atac, Ama, Zetema, Aequaroma e Risorse per Roma, tutte detenute al 100%, che si occupano rispettivamente di trasporto, rifiuti, recupero crediti, condoni ed event culturali. Resterebbe invariata anche la proprietà del 51% delle azioni di Acea, ricca multiutility di acqua ed energia. Sarebbero confermata anche Roma Metropolitane, di cui inizialmente la giunta a 5 Stelle aveva ipotizzato la dismissione, così come l’Azienda speciale Farmacap, quella che gestisce il Palaexpo e le Assicurazioni di Roma, per quest’ultima societa’ invece la precedente giunta di Ignazio Marino aveva pensato ad una dismissione poi stoppata dal commissario Francesco Paolo Tronca. Sono in corso inoltre valutazioni sulla conferma o meno di altre aziende. Per Roma servizi per la Mobilita’ potrebbe arrivare l’accorpamento in Atac. Il 10% di Eur Spa – l’altro 90% è detenuto dal MEF – potrebbe finire sul mercato, come già ipotizzato più volte dal Campidoglio negli ultimi anni. Stessa sorte potrebbe toccare ad Investimenti Spa, una delle società che compongono l’azionariato della Fiera di Roma, cosi’ come alle quote della Centrale del Latte e del Centro Agroalimentare.

E Roma Multiservizi?

E Roma Multiservizi? È lo stesso Comune ad ammettere che è sfumata la possibilità, inizialmente vagheggiata dalla giunta a 5 Stelle, di rendere l’azienda una società di primo livello per potergli affidare direttamente i servizi e salvaguardare l’occupazione. I segretari generali di Cgil Roma e Lazio, Michele Azzola, della Cisl di Roma Capitale, Paolo Terrinoni, e della Uil di Roma e del Lazio, Alberto Civica dichiarano: “Avevamo chiesto che fine avesse fatto l’ipotesi di una società di primo livello che avrebbe dovuto internalizzare Multiservizi e leggiamo oggi che si intende spezzare il bando in altri più piccoli e che si sta cercando di capire se sia possibile salvare l’occupazione. Se sia possibile? Basta! Questa città non ne può più. Abbiamo chiesto ripetutamente incontri e concertazioni a più livelli con il Comune, abbiamo dato sin da subito la nostra totale disponibilità a collaborare per migliorare questa città. Riceviamo di risposta proclami poco chiari e a mezzo stampa. È così che si intende tutelare la dignità dei lavoratori? Cgil Cisl e Uil sono pronti a scendere in piazza a fianco dei 4.000 dipendenti di Multiservizi. E di tutti i lavoratori su cui si stanno giocando partite poco chiare e unilaterali”. Ora tutto è affidato alla gara.