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Come il M5S Ostia ha approvato il bilancio fregando le opposizioni

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Il 29 novembre il MoVimento 5 Stelle del X Municipio (Ostia) ha approvato il bilancio di previsione 2019. Lo ha fatto giusto in tempo, perché il bilancio andava approvato entro la mezzanotte. Ma la modalità con cui il gruppo consigliare pentastellato ha gestito la votazione ha fatto infuriare le opposizioni. I fatti sono questi: dopo 48 ore di lavori alle ore 20:30 maggioranza e opposizione concordano una pausa di mezz’ora per la cena. Alle 21:01 la maggioranza è in Aula, l’opposizione è in ritardo e arriverà alle 21:10, e senza aspettare l’arrivo dei consiglieri procede con la votazione dal momento che l’assenza dei consiglieri ha fatto decadere gli ordini del giorno. La seduta – dicono dal M5S – si è conclusa alle 21:26.

La mandrakata del M5S di Ostia sul Bilancio

Su Facebook il MoVimento 5 Stelle non ha perso tempo a dare l’annuncio dell’approvazione e scrivendo che le opposizioni “si sono scordate di tornare” e che quindi “la maggioranza ha dovuto votare il bilancio da sola”. Naturalmente non c’era alcun obbligo per la maggioranza di procedere con l’appello e votare senza aspettare il ritorno degli altri consiglieri. Cortesia istituzionale e rispetto della democrazia – visto che in ballo c’erano le proposte per i cittadini da parte dell’opposizione – avrebbero voluto che almeno si fosse atteso il ritorno in Aula di tutti (oltre al M5S era presente solo il consigliere De Donno). Non è stato fatto nulla di illegale o di illecito, il M5S non ha violato alcuna regola nel procedere alla votazione del bilancio senza l’opposizione, ma si tratta di uno sgarbo che non tiene conto del fatto che i consiglieri non sono dei “nemici” da battere ma rappresentanti di una parte considerevole della cittadinanza.

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Per protesta gli esponenti di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Pd, e le liste civiche hanno annunciato le dimissioni in blocco da tutte le Commissioni di fatto paralizzando l’attività del Municipio visto che ora sarà necessario procedere alla nomina delle nuove commissioni. Nel frattempo il capogruppo pentastellato Antonio Di Giovanni su Facebook si mette a dare lezioni di democrazia spiegando che a tutti i politici prima o poi capita di subire una sconfitta, ma non per questo bisogna rinunciare al dialogo. Deve essere per questo che al loro ritorno i consiglieri di opposizione hanno trovato l’aula deserta. Che scherzone!

Il solito vittimismo del M5S contro i giornali

Fino a qui tutto – o quasi – nella norma. L’opposizione accusa la maggioranza di essersi comportata in modo scorretto. A sua volta la maggioranza fa notare che “chi è in ritardo ha torto” e che sono semmai i consiglieri di minoranza a dover chiedere scusa ai cittadini per la mancanza di rispetto dimostrata. Ci sono però alcuni dettagli interessanti. Andrea Bozzi (lista civica Sogno Comune) rinfaccia ai pentastellati che «dall’inizio della consiliatura loro non hanno mai iniziato l’assemblea in orario, arrivando a fare anche il terzo appello». Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

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Emerge poi come nemmeno la presidente del Municipio, Giuliana Di Pillo, non fosse in Aula durante quei fatidici dieci minuti. A quanto pare infatti anche la Di Pillo era a cena e quindi non ha partecipato alla fase finale dell’approvazione del bilancio di previsione 2019. Per il MoVimento però l’assenza della Presidente non è un fatto grave né denota una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini. E come potrebbe essere altrimenti! Solo dell’opposizione si scrive che «era serenamente seduta in uno dei ristoranti di piazza Anco Marzio a banchettare tra cibi e bevande, senza minimamente pensare a tornare in aula a discutere documenti importanti per la cittadinanza».

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A questo punto il MoVimento 5 Stelle mette in modo la macchina dell’IoNonCiCasco dando la colpa alla stampa (in questo caso Il Messaggero) prontamente corsa in aiuto dell’opposizione. «Nessun politico con un pizzico di grano salis lascerebbe l’aula durante l’approvazione di un Bilancio» – scrive il M5S su Facebook. Eppure la Di Pillo non era in Aula come confermano proprio i pentastellati quando scrivono che «la Presidente del Municipio è sempre stata in contatto diretto con i consiglieri rimasti in aula». Ma a questo punto se la Presidente è sempre rimasta in contatto diretto con i consiglieri significa che Giuliana Di Pillo era a conoscenza dell’iniziativa del “voto blitz”. E soprattutto, se anche il M5S ammette che la Di Pillo non era in Aula, dove sarebbe la fake news raccontata dal giornale al soldo dell’opposizione?

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