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Luigi Di Maio: «Renzi sapeva dell'inchiesta Consip»

vitalizi boeri luigi di maio

Ieri Matteo Renzi aveva annunciato di essere pronto a querelare Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista e oggi proprio il vicepresidente della Camera in un’intervista al Corriere della Sera dice che l’ex premier sapeva dell’inchiesta CONSIP.

«La sua disonestà politica fa venire i brividi. Tangentopoli è scoppiata per una querela. Bene, siccome Renzi ora minaccia querela, io dico che Renzi sapeva dell’inchiesta Consip».
Come fa a dirlo?
«Lo sostiene Filippo Vannoni, renziano di ferro e suo uomo di fiducia. Fa rabbrividire l’atteggiamento di Renzi, che insabbia, sminuisce, glissa: ha infangato le istituzioni».

filippo vannoni consip
Filippo Vannoni, presidente di Publiacqua

Luigi Di Maio chiama in causa il presidente di Publiacqua, la municipalizzata fiorentina, il quale in effetti nell’interrogatorio in qualità di testimone davanti ai pubblici ministeri di Napoli disse che “Fu Luca Lotti a dirmi che c’era una indagine su Consip, dicendomi di stare attento”. E sostenne anche che a dargli un allarme “generico” sulla Consip fu proprio Matteo Renzi.

Perché volete le dimissioni di Lotti e non avete chiesto quelle di Virginia Raggi, anche lei indagata? Garantisti a giorni alterni?
«Noi non siamo garantisti, se questo vuol dire aspettare il terzo grado di giudizio. Ma in questo caso la retorica del garantismo non c’entra. Sono due vicende non paragonabili. E noi non chiediamo le dimissioni di Lotti perché indagato, ma perché è coinvolto in una vicenda torbida, che riguarda anche il padre del premier. Lotti ha commesso un fatto gravissimo, ha tentato di sabotare le indagini dei carabinieri. Perché Renzi ha fatto dimettere i ministri Lupi e Guidi e il sottosegretario Gentile e non Lotti?».
Perché?
«Perché quelli erano pesci piccoli. Qui se cade Lotti cade il governo. E poi bisogna capire cosa c’è dietro a questo sodalizio che viene da lontano».

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