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Luigi Di Maio e la misteriosa inchiesta sui potenti bloccata

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Nel suo intervento a In 1/2 Ora Luigi Di Maio ieri pomeriggio ha parlato di una inchiesta “che ha avuto un forte peso politico” e che è stata bloccata. Di Maio non ha spiegato a quale “grande inchiesta” si riferisse ma successivamente è stato ancora più chiaro: «Ho incontrato esponenti delle forze dell’ordine che hanno condotto una grande inchiesta, che non possiamo dire, ma che è arrivata alla ribalta nazionale. Dopo quell’indagine il loro nucleo è stato smembrato e sono stati mandati a portare la carta igienica alla scuola ufficiali». A chi si riferisce? Viene alla mente Consip, la tormentata indagine condotta dal Noe, il gruppo investigativo a cui è stata sottratta l’inchiesta e dove lavorava Giampaolo Scafarto, il maggiore finito a sua volta sotto accusa che indagava sul padre di Matteo Renzi. In questo video divulgato ieri sera dal Partito Democratico si aggiungono ulteriori dettagli e si mostrano le dichiarazioni di Di Maio:

In questi giorni Di Maio ha ripetutamente alluso a motivazioni inconfessabili che avrebbero portato Matteo Salvini e la Lega Nord a rimanere legati a Silvio Berlusconi, utilizzando la vecchia (e mai confermata) storia della proprietà del simbolo di Alberto da Giussano per criticare l’atteggiamento del Carroccio nei confronti del MoVimento 5 Stelle. Ma perché Di Maio è tornato a parlare di CONSIP?

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