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Luigi Di Maio e il terribile complotto del 5G

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Qualche giorno fa il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha visitato a Matera una delle antenne per il 5G. La città lucana è tra quelle scelte lo scorso anno dal MISE per l’avvio della sperimentazione della quinta generazione dello standard di comunicazione della telefonia mobile. Le altre città che hanno vinto il bando del MISE sono Milano, Bari, Prato e L’Aquila. Non a tutti però piace l’idea dell’arrivo del 5G in Italia e ci sono già diversi comitati di cittadini che si oppongono a questa nuova tecnologia.

Il governo del cambiamento che vuole il controllo mentale con il 5G

La ragione è incredibilmente semplice e contorta allo stesso tempo. Le onde del 5G sono pericolose per la salute e possono essere utilizzate anche per porre in essere sistemi di sorveglianza mentale. Ovvero il 5G è una tecnologia “pericolosa” perché consentirebbe ai governi di controllare i propri cittadini, mettendo in atto una sorta di dittatura silenziosa. E fino a che a gestire la sperimentazione era il governo precedente era facile dare la colpa ai poteri forti. Ma oggi che c’è il governo del cambiamento le cose sono più complicate.

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Perché c‘era chi si aspettava che Di Maio e colleghi annullassero il bando salvaguardando così la salute (mentale) dei cittadini preoccupati dal 5G. Così non è stato, anzi come ha scritto su Facebook un noto esperto di elettromagnetismo il ministro sta promuovendo  il 5G, che ufficialmente serve a rendere le reti telematiche più veloci ed efficienti ma che in realtà è «un’arma letale destinata a provocare un incremento formidabile d’innumerevoli disturbi e patologie tra la popolazione, dall’insonnia fino alle neoplasie cerebrali».

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Segue un lungo articolo di “approfondimento” nel quale viene “spiegato” che il 5G interferisce «con le vibrazioni naturali (dalla risonanza Schumann alle onde encefaliche degli esseri viventi), destabilizzando tutto: DNA, bioritmi, ciclo vegetativo delle piante, fenomeni atmosferici, equilibri naturali…».

Come difendersi dal 5G (e dalle lampadine LED)

Non vengono usati mezzi termini: il 5G “di Di Maio” è un’arma di sterminio. E in molti sembrano convinti che le cose stiano così. C’è chi racconta di temere anche il 4G e di aver chiesto al proprio gestore di poter tornare ad utilizzare il più sicuro 3G sentendosi rispondere di no. Altri invece credono che se i gestori consegnassero la banda massima con la fibra non servirebbe il 5G. La soluzione prospettata, scrive su Internet il nostro esperto è dargli fuoco (alle antenne, non al governo).

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Altri invece sono più pessimisti: non ci si può che arrendere al progresso tecnologico, del resto anche i LED interferiscono con la ghiandola pineale (e lo sapevate che già ventimila anni fa veniva utilizzata la geoingegneria?). Ormai pensare è sempre più difficile a causa dei dispositivi di controllo mentale. Bisogna cambiare il modo pensare, pensa qualcuno. E non si sa se questo pensiero sia “autonomo” o generato da qualche sistema di controllo.

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Ed è forse un caso che gli addotti da rapimenti NATO o alieno (sic) vivano tutti in campagna senza utilizzare i cellulari? Evidentemente loro “sanno” qualcosa e conoscono i pericoli del 5G. Un sistema che, spiegano i soliti contro-informati, viene utilizzato in combinazione con il malefico programma MK Ultra per esercitare un controllo mentale sugli esseri umani.

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Le torri del 5G, come quella visitata da Di Maio, sarebbero “armi psicotroniche” che servono per controllare la popolazione. Tra le “vittime” più famose del 5G ci sarebbe addirittura la figlia del Presidente USA Melania Trump.

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