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Luca Sacchi, Anastasia Kylemnyk e la chat segreta su Signal

La chat utilizzata da Anastasia Kylemnyk per non lasciare traccia dei messaggi che si scambiava era anche nel telefonino della vittima, e questo emerge dagli atti che raccontano anche altri dettagli che contribuiscono a rendere il quadro più confuso: è sparito il bancomat di Luca

luca sacchi

Anche Luca Sacchi comunicava attraverso Signal. La chat utilizzata da Anastasia Kylemnyk per non lasciare traccia dei messaggi che si scambiava era anche nel telefonino della vittima, e questo emerge dagli atti che raccontano anche altri dettagli che contribuiscono a rendere il quadro più confuso: è sparito il bancomat di Luca. A denunciarne la scomparsa il padre. A quattro giorni dall’omicidio. Racconta oggi il Messaggero in un articolo a firma di Valentina Errante:

Il fatto che Luca utilizzasse “Signal”una chat che prevede la cancellazione automatica dei messaggi emerge dal verbale di Domenico Marino Munoz, presente la sera del 23 ottobre in via Bartoloni. «Alle ore 22,30 di quella sera – dichiara a verbale ai carabinieri – ho ricevuto sul mio telefonino cellulare, tramite applicazione Signal, un messaggio da parte di Luca, il quale mi comunicava che era in compagnia della sua fidanzata Anastasia e che mi invitava a raggiungerlo per bere una birra al pub».

L’amico assicura, inoltre, che «Luca non gli ha mai raccontato di liti, timori o minacce ricevute da terze persone: mi ha sempre detto che andava tutto bene e che l’unica cosa a cui mirava era di organizzare una gara in moto su pista». Nel verbale Munoz fa mettere nero su bianco che Sacchi pochi giorni prima della tragica morte «non sembrava affatto preoccupato: non mi risulta che Luca facesse uso di sostanze stupefacenti né che frequentasse persone poco raccomandabili».

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La sequenza ripresa dalle telecamere (Il Messaggero, 4 dicembre 2019)

Ieri intanto Marcello De Propris e Giovanni Princi, così come avevano fatto (e continuano a fare) Del Grosso e Pirino si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Del Grosso si è limitato a una breve dichiarazione spontanea ribadendo che «non voleva uccidere nessuno» e che quella sera «era la prima volta che prendeva un’arma in mano». Nessuna reazione e nessuna dichiarazione da parte di Princi, laureato in lingue e amico storico di Sacchi.

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