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Un amore così grande: come Luca Pirondini ha preso la sconfitta alle votazioni per il candidato M5S a Genova

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Luca Pirondini ieri ha perso le votazioni online per la selezione del candidato sindaco del M5S a Genova. Il favorito della vigilia, sostenuto tra gli altri dalla consigliera regionale Alice Salvatore, è stato sconfitto al ballottaggio da Marika Cassimatis per un soffio. Solo 24 voti infatti hanno decretato la vittoria della Cassimatis che ha incassato 362 preferenze contro le 338 di Pirondini. La cosa potrebbe finire qui se non fosse che Pirondini – molto sportivamente – oggi ha commentato i risultati del voto online tornando a battere su un tasto che già sia lui che la Salvatore avevano utilizzato per tentare di azzoppare la corsa della Cassimatis.
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Luca Pirondini dice che è colpa dei fuoriusciti dal MoVimento

Dopo aver fatto i complimenti alla vincitrice, eletta con il “Metodo Genova” che prevedeva che solo due aspiranti candidato sindaco per il M5S riuscissero ad accedere al ballottaggio dopo aver superato le “graticole” e aver ottenuto almeno 27 preferenze da parte dei candidati consiglieri e presidenti Municipio, e aver ringraziato i suoi sostenitori e la sua famiglia Pirondini lascia trasparire tutto il suo disappunto per come sono andate le cose chiedendo che vengano resi pubblici i nomi e i numeri dei votanti candidati consiglieri e soprattutto ricordando che “da mesi” ci sono persone che pur sostenendo altre liste sono risultate decisive nella votazione di ieri e quindi nella sua sconfitta.

Votazioni, per le quali chiederò che vengano resi pubblici i nomi e numeri dei votanti candidati consiglieri. Certo che, persone che da mesi sostengono deliberatamente altre liste non siano state decisive. Perché è EVIDENTE che chi da mesi sostiene altre liste non avrebbe nemmeno dovuto votare. Ok la democrazia, ma far scegliere i propri candidati ad avversari politici solo perché ancora abilitati al voto online mi parrebbe un tantinello eccessivo. Ma sono certo che non sia così.

In buona sostanza secondo Pirondini l’errore – che secondo lui ha portato al successo della sua avversaria – è stato quello di aver lasciato a persone ormai fuoriuscite dal MoVimento la possibilità di prendere parte al voto online e quindi condizionare l’esito della decisione dei pentastellati di Genova sul candidato sindaco per le prossime amministrative. A Pirondi non va giù quello che altri attivisti hanno notato nelle ore dopo la pubblicazione dei risultati ovvero che a sostenere Marika Cassimatis ci fossero “pizzarottiani ed altri dissidenti”. Si tratta in fin dei conti delle stesse accuse mosse ieri, con le votazioni ancora aperte, da Fulvio Utique che in un post aveva fatto notare che erano “troppi i candidati consiglieri che hanno espresso solidarietà agli ex” e che avevano scelto di appoggiare la Cassimatis. Stesso genere di critiche rilanciate dalla Salvatore che qualche ora dopo di soggetti che “assaliti dalla smania di farcela ad ogni costo continuano a condurre battaglie personali contro portavoce che credono nel MoVimento con tutto il cuore”. Riferimenti nemmeno troppo velati alla vicenda di Paolo Putti, ex candidato sindaco alle scorse amministrative che ha lasciato in polemica il MoVimento 5 Stelle e che ieri “festeggiava” – facendo arrabbiare molto attivisti duri e puri – la vittoria della Cassimatis.
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Mentre la vincitrice porge il ramoscello d’ulivo per il bene del MoVimento le profonde lacerazioni che si sono prodotte in questi ultimi mesi all’interno del 5 Stelle nel capoluogo ligure evidentemente rimangono ferite aperte e dolorose per la base che stenta ancora a riconoscersi nella candidata sindaca. Impossibile infine non rilevare che prima del voto erano i sostenitori della Cassimatis a gridare al complotto e a spiegare che tutto era già deciso per far vincere il candidato protetto dai “poteri forti del MoVimento” (ovvero la Salvatore e la Casaleggio). Ora che il voto online ha completamente ribaltato i pronostici sono invece gli (ex?) poteri forti del M5S ligure a rodersi il fegato e ad adombrare la possibilità che l’esito delle votazioni possa essere stato condizionato da fuoriusciti che ancora avevano la possibilità di votare sul portale. Al netto delle ipotesi di complotto questa non è un’eventualità così remota perché al di là di chi è stato espulso e si è visto quindi inibire le credenziali d’accesso per tutti coloro che più o meno tacitamente sono fuoriusciti dal MoVimento rimane la possibilità di partecipare alle votazioni online, questo non solo a Genova ma in tutta Italia. Non esiste infatti un modulo o una procedura per cancellarsi dal portale e quindi un utente certificato rimane tale (con tutto quello che ne consegue) anche se ha abbandonato il M5S perché di fatto l’unico atto che decreta la cancellazione di un attivista (o di un portavoce) è l’espulsione, ma non tutti se ne vanno in seguito ad un’espulsione. Questo è solo uno dei tanti problemi noti dello strumento di democrazia diretta adottato dal 5 Stelle al quale il gestore del sito non ha ancora messo mano.