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Lorenzo Fontana: il ministro contro la massoneria e le famiglie “schifezze”

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Chissà cosa ne pensano tutti quei 5 Stelle che a parole dicono che la battaglia sui diritti civili – quella combattuta dal PD durante la scorsa legislatura senza i voti del M5S – è stata una battaglia giusta.  Con il veronese Lorenzo Fontana (già capogruppo all’Europarlamento) al Ministero per la Famiglia e la Disabilità la musica sta per cambiare. Perché Fontana è uno che ha le idee chiare: «Per la Lega Nord la famiglia è una sola: uomo donna e figli».

Lorenzo Fontana, il ministro della famiglia unica

Un’affermazione che taglia fuori – ma non è questa l’intenzione – anche i genitori divorziati o separati, chi è rimasto orfano e così via. Fontana però non ce l’ha con loro. Lo ha detto chiaramente poco più di un anno fa al congresso federale della Lega Nord a Parma. In quell’occasione Fontana disse che la Lega vuole un’Europa forte dove «un matrimonio sia tra una mamma e un papà e i bambini vengano dati ad una mamma e a un papà, le altre schifezze non le vogliamo sentire nemmeno nominare». Le altre “schifezze” sono le unioni civili, le coppie omosessuali, le famiglie arcobaleno, i figli di due mamme o di due papà. C’è un attimo di confusione quando Fontana dice che la Lega ama “le tradizioni, i popoli, le diversità”. Diversi sì, ma non troppo a quanto pare.

Fontana ritiene che sia giunto il momento di creare un fronte identitario mondiale per combattere contro «la massoneria di Bruxelles e mondiale che vuole distruggerci, che vuole annichilirci». E non ci vuole poi molto a capire quale genere di progetto ha in mente la massoneria di Bruxelles. Lo spiega lo stesso Fontana in una lettera pubblicata dal sito Notizie Pro-Vita dove prende le distanze dalla concessione del patrocinio della Regione Lombardia al Gay Pride di Milano.

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Nella lettera Fontana spiega di essersi adoperato per fermare la relazione Estrela sulla salute e i diritti sessuali riproduttivi che chiedeva ai paesi europei di fornire accesso alla contraccezione e a servizi per un aborto sicuro e invitava gli stati membri a mettere in campo iniziative educative volte a garantire un accesso universale a informazioni, educazione e servizi completi in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti, ivi compresa la possibilità per gli studenti di ricevere informazioni relative alla sessualità, anche per quanto riguarda l’orientamento sessuale, l’identità di genere e l’espressione di genere, in una maniera adeguata all’età e sensibile rispetto al genere.

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Fontana da tempo lotta contro la inesistente teoria del gender che alcuni fanatici cattolici ritengono sia un modo per manipolare le menti delle persone e quindi omosessualizzare la società.

La lotta del ministro contro il gender e l’aborto e l’amicizia con Forza Nuova

Ma per Fontana queste cose significano una sola cosa: gender. E il nuovo ministro della famiglia (unica) il gender lo combatte con tutte le forze, perché come è noto si tratta di un progetto massonico. Ad esempio partecipando alla tappa veronese del “Bus della libertà” contro l’educazione gender, un’iniziativa promossa da CitizenGo, la stessa associazione che qualche tempo fa ha fatto campagna contro l’aborto paragonandolo al femminicidio.

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Questa mattina Fontana è intervenuto brevemente su La 7 a L’aria che tira dove rispondendo alla domanda se vuole andare a modificare la legge 194, quella sull’aborto, ha dichiarato che la cosa importante è che nascano più bambini e che le donne siano messe in condizioni di farlo. Secondo Fontana infatti c’è il rischio che i popoli europei scompaiano e vengano sostituiti dagli stranieri (ovviamente tutto fa parte del terribile piano Kalergi, ma Fontana non lo dice).

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Nel 2014 Fontana avrebbe dovuto prendere parte ad un convegno organizzato da Forza Nuova incentrato sulla presentazione del nuovo libro di Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la vita, fondatore di Notizie Pro-Vita nonché editorialista di Avvenire, sul pericolo dell’eterofobia ovvero della discriminazione delle persone eterosessuali da parte della potentissima lobby gay. Non trovando una sala per il convegno i militanti anti gay annunciarono l’intenzione di trovarsi lo stesso in piazza dando vita a quella che definirono “la prima manifestazione delle Sentinelle in Piedi”. Il sodalizio virile con Forza Nuova è proseguito nel 2015 allorquando Fontana prese parte al Family Pride veronese evento organizzato da Forza Nuova e dal circolo integralista di estrema destra Christus Rex (gli stessi che di recente hanno protestato contro un convegno all’Università di Verona sull’omosessualità).

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