Opinioni

L'omeopata del bimbo morto per l'otite non risponde ai PM

Convocato in procura a Urbino dai pm Andrea Boni e Irene Lilliu, il dottor Massimiliano Mecozzi, il medico omeopata indagato per la morte del piccolo Francesco, si è avvalso della facoltà di non rispondere. ”Una scelta difensiva – ha spiegato all’ANSA l’avv. Maria Lucia Pizza, che difende il medico insieme all’avv. Enzo Carella – dovuta alla necessità di attendere il deposito della perizia medico-legale sulle cause del decesso di Francesco, che dovrebbe avvenire nei primi giorni di settembre, e della consulenza tecnica disposta dalla procura sui cellulari e i pc del dottor Mecozzi e dei genitori del bambino”. Francesco, 7 anni non ancora compiuti, figlio di una coppia di Cagli, era affetto da un’otite batterica, curata per circa 15 giorni dal dottor Mecozzi solo con preparati omeopatici e non con la terapia antibiotica di prassi.
massimiliano mecozzi
Solo il 23 maggio scorso, visto l’aggravarsi delle condizioni del bimbo, i genitori si erano rivolti al 118 e Francesco era stato ricoverato d’urgenza nell’ospedale di Urbino, per poi essere trasferito nel presidio pediatrico ‘Salesi’ di Ancona, dove, nonostante un intervento chirurgico disperato, il 27 maggio ha cessato di vivere. Mecozzi ha sostenuto (anche con la Commissione di disciplina dell’Ordine dei medici di Pesaro, che ha aperto un procedimento sul suo conto) di non aver mai impedito il ricovero del bambino, come affermano invece i genitori, indagati con lui, né sconsigliato loro di rivolgersi ad altri sanitari. ”Questa tragica vicenda – osserva l’avv. Pizza – ruota attorno ad aspetti eminentemente tecnici, ed è per questo che il mio assistito ha preferito non rispondere ai magistrati inquirenti, in attesa delle risultanze tecniche delle perizie”.

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